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IL SISTEMA - Edoardo Sylos Labini al Teatro Manzoni

                  29 e 30 settembre 2021 - ore 20,45 RG Produzioni e Cultura Identità con la partecipazione del Comune di Castel San Giovanni presentano EDOARDO SYLOS LABINI in IL SISTEMA adattamento teatrale ANGELO CRESPI tratto dall’omonimo libro di ALESSANDRO SALLUSTI e LUCA PALAMARA pubblicato da Rizzoli con SIMONE GUARANY scene e costumi Laura Giannisi - graphic designer Beatrice Buonaiuto video Nicola De Toma - disegno luci Luca Barbati - musiche originali Giacomo Vezzani

DEBUTTO NAZIONALE AL TODI FESTIVAL - "L'INIZIO DEL BUIO" DAL ROMANZO DI WALTER VELTRONI




DEBUTTO NAZIONALE

L'INIZIO DEL BUIO

DAL ROMANZO DI WALTER VELTRONI

ADATTAMENTO TEATRALE DI SARA VALERI O

Regia

PEPPINO MAZZOTTA

con

SARA VALERIO e GIANCARLO FARES


L'incontro di due storie fortemente radicate nella memoria degli italiani che, caso ha voluto, si sono svolte negli stessi giorni: la vicenda di Alfredino Rampi e quella di Roberto Peci.

Lo spettacolo ripercorre i momenti delle due storie con la volontà di risvegliare la memoria emotiva collettiva e trarre insegnamenti dall'esperienza comune.

Il 10 giugno 1981 Roberto trova pistole puntate, cade in un bagagliaio e non lo vede nessuno. Alfredino trova un buco nel terreno, cade e non lo vede nessuno.

Una diretta televisiva di tre giorni che racconta i tentativi di salvare Alfredino e il circo mediatico che genera l'evento. Cinquantaquattro giorni di prigionia documentati da video. Due innocenti sotto l'occhio della telecamera. Due pubbliche solitudini date in pasto al pubblico. La televisione si trasforma e modifica il linguaggio con cui dialoga con gli italiani chiusi nelle proprie case.

L’inizio del buio è un racconto emozionante e coinvolgente a due voci che chiede di riflettere sull'ingresso prepotente della televisione nelle nostre vite.




Note di regia

Si pensa sempre dopo. Quando tutto è finito. Mentre per le cose accadono abbiamo la vista corta.

Ma il dopo arriva quando ormai è tardi.

Dopo si può solo raccontare. Il racconto è un modo per ripercorrere, ricostruire, ricordare; serve a mettere in ordine gli eventi, stabilendo connessioni tra cause ed effetti, nella speranza, forse vana, di poter arrivare più lucidi e consapevoli all’appuntamento con il prossimo incidente, la prossima emergenza.

Non tutti gli anni sono uguali. Alcuni restano, altri scompaiono. Alcuni passano in fretta altri sembrano non finire mai.

Il 1981 è stato un anno eretico, che ricordiamo perché una tragedia, che ha colpito qualcuno che neanche conoscevamo, ci ha travolto come se fosse accaduta a noi in prima persona. Il dolore di un prossimo del tutto anonimo ci è sembrato fosse il nostro dolore.

Nel giugno del 1981 l’esperienza privata, invece di ripiegare su se stessa, rimanendo nei confini protetti dell’intimo, si espande fino a coincidere con quella di un’intera comunità. Il 1981 è il primo anno di una nuova era.

Per la prima volta il dolore privato diventava esperienza pubblica, materiale mediatico da spolpare fino a scarnificarlo.

Ma il dopo non è stato quello della riflessione, della comprensione e della rettifica; è stato il dopo militante dei media sciacalli, dell’uso e dell’abuso pubblico della sofferenza privata, della fine del pudore, giustiziato nella pubblica piazza in nome dell’ostentazione oscena senza se e senza ma.
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L’inizio del buio

Debutto nazionale

28 agosto ore 21.00

Dal romanzo di Walter Veltroni

Adattamento teatrale di Sara Valerio

Regia Peppino Mazzotta

Con Sara Valerio e Giancarlo Fares

Light Designer Francesco Barbera

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