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Tornano in scena "I Nuovi Tragici"

            I NUOVI TRAGICI monologhi scritti e diretti da Pietro De Silva TEATRO MARCONI  18/19/20 GIUGNO 2021 Tornano in scena I Nuovi Tragici. La rassegna nata nel 1990 arriva sul palco del Teatro Marconi il 18, 19 e 20 giugno 2021. Si tratta di monologhi scritti e diretti da Pietro De Silva portati in scena da giovani attori che partecipano al Festival. A presentare la serata due ospiti d'eccezione: Marco Simeoli e Bruno Maccallini. Una storica rassegna dunque a cui hanno partecipato circa ottanta attori fra i quali Enrico Brignano, Flavio Insinna, Neri Marcorè, Valerio Aprea, Massimiliano Bruno, Paola Cortellesi, Francesco Pannofino, Paola Minaccioni, Massimiliano Bruno, Valerio Aprea e tanti altri Il termine NUOVI TRAGICI è dichiaratamente ironico. Si tratta di una serie di monologhi sotto forma di casi clinici singolari. Individui disperati che cercano conforto, confessando in pubblico le loro piccole e grandi manie. Si prende di mira la follia e i suoi derivati, con occhio

STRANIERI - regia di Gianluca Merolli

Foto Tommaso Le Pera

STRANIERI
Di Antonio Tarantino
Con Francesco Biscione, Paola Sambo, Gianluca Merolli
Scene Paola Castrignanò
Costumi Domitilla Giordano
Musiche Luca Longobardi
Luci Pietro Sperduti
Regia Gianluca Merolli
Prodotto da Andrea Schiavo| H50 con ospitalità in residenza di Settimo Cielo/ Teatro di Arsoli

Dall’1 al 3 novembre ore 21
Piccolo Eliseo

Dopo il successo di critica e pubblico di qualche mese fa, Gianluca Merolli torna a dirigere STRANIERI di Antonio Tarantino, in scena al Piccolo Eliseo dall’1 al 3 novembre. 


Un uomo si è barricato nella sua casa d’oro, pronto a difendersi da chiunque voglia ferire la sua solitudine: sia costui venditore, ladro, avventore, fedele di un dio sbagliato... di sicuro è uno straniero. A bussare alla sua porta insistentemente sono invece la moglie e il figlio dell’uomo. Ma il titolo non trae in inganno, effettivamente quei due parenti sono stranieri, appartengono cioè ad un altro stato, cittadini di un altro paese, quello dei morti. Tenuti in vita grazie a ricordi e abiti che l’uomo ha conservato morbosamente in tutti questi anni, sono oggi tornati per accompagnarlo nell’ultimo ballo possibile.

L’autore disegna questo distacco ponendo l’uomo dentro casa e gli altri due fuori di essa, raccontando distanze presunte e assunte, erigendo confini d’azione delimitati dai protagonisti stessi, che verranno cancellati solo nell’attimo dello svelamento, della presa di coscienza.

Un testo ciclico, una struttura che alterna dentro/fuori, a ricordare che la storia è circolare, così come il tempo, che nulla di ciò che avviene non è già avvenuto, che pur tuttavia è in movimento: il nostro spazio d’azione, il nostro ruolo.

Erede di una lezione che affonda le radici in Borges e Bernhard, Tarantino tratta il tema tanto attuale della mistificazione dell’altro senza alcuna retorica, usando come metafora quella della famiglia. Forte è l’attenzione su piccole dinamiche famigliari, fatterelli di vicinato, bollette e piccole assenze utilizzando un linguaggio sgrammaticato che alterna inflessioni dialettali non sempre riconoscibili. Poi c’è il silenzio, nero come l’oscurità, in cui è più facile riconoscere l’altro come nemico, estraneo, piuttosto che come nostro caro, un pezzo di cuore, se non addirittura come specchio di noi stessi.
Il riferimento a Borges è opportuno: sembra riesumarsi un mondo di specchi che ci moltiplicano in tanti altri distanti da noi, ma non diversi.

Piove per tutto il tempo, come se dal cielo si volesse pulire l’aria dalle grida dei non ascoltati, come se si chiedesse che per strada non resti più nessuno, che tutti entrino di corsa in casa, una casa qualunque, che ciascuno si aggiudichi un tetto, anche non dorato.

Una drammaturgia cinica e spietata, a cui danno corpo e voce lo stesso Gianluca Merolli, affiancato da Francesco Biscione e Paola Sambo, i quali intessono monologhi di rancori, chiosano amarezze, apostrofano errori e giustizie, attendendosi e bestemmiandosi l’un l’altro. Fin quando arriva il tempo del raccordo, in cui una famiglia di non sopravvissuti a loro stessi, si riunisce come d’innanzi al banchetto delle feste.




STRANIERI

Dall’1 al 3 novembre ore 21

Teatro Piccolo Eliseo

Biglietti: 10 E

Via Nazionale, 183

biglietteria@teatroeliseo.com

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