Passa ai contenuti principali

In primo piano

Tornano in scena "I Nuovi Tragici"

            I NUOVI TRAGICI monologhi scritti e diretti da Pietro De Silva TEATRO MARCONI  18/19/20 GIUGNO 2021 Tornano in scena I Nuovi Tragici. La rassegna nata nel 1990 arriva sul palco del Teatro Marconi il 18, 19 e 20 giugno 2021. Si tratta di monologhi scritti e diretti da Pietro De Silva portati in scena da giovani attori che partecipano al Festival. A presentare la serata due ospiti d'eccezione: Marco Simeoli e Bruno Maccallini. Una storica rassegna dunque a cui hanno partecipato circa ottanta attori fra i quali Enrico Brignano, Flavio Insinna, Neri Marcorè, Valerio Aprea, Massimiliano Bruno, Paola Cortellesi, Francesco Pannofino, Paola Minaccioni, Massimiliano Bruno, Valerio Aprea e tanti altri Il termine NUOVI TRAGICI è dichiaratamente ironico. Si tratta di una serie di monologhi sotto forma di casi clinici singolari. Individui disperati che cercano conforto, confessando in pubblico le loro piccole e grandi manie. Si prende di mira la follia e i suoi derivati, con occhio

Isabel Green - di Emanuele Aldrovandi


19 / 24 marzo | sala Bausch | Teatro Elfo Puccini

Isabel Green
di Emanuele Aldrovandi
progetto e regia Serena Sinigaglia
con  Maria Pilar Pérez Aspa
scene Maria Spazzi
luci Alessandro Barbieri
musiche originali Pietro Caramelli
fonica e voce fuori campo Gianluigi Guarino
produzione Atir Teatro Ringhiera
con il sostegno di NEXT 2017
in collaborazione con il Centro Teatrale MaMiMo

Isabel Green, una star di Hollywood, ha appena vinto il premio Oscar come miglior attrice protagonista: un sogno che si realizza. Adesso può parlare davanti a milioni di persone stringendo la statuetta. Ma quello che dirà, non sarà quello che ci aspettiamo. Ci sorprenderà e tra una risata e una lacrima, scivoleremo dentro i paradossi e le costrizioni che imponiamo alle nostre stesse vite.

Note di regia

«Se non vi foste già imbattuti nel libricino del filosofo coreano Byung-Chul Han, La società della stanchezza, andate a procurarvelo: pochi euro, molta soddisfazione. Han descrive la nostra come la “società della stanchezza”. Non esiste più lo scontro-confronto tra padrone e operai, non c’è il nemico da abbattere, la rivoluzione da sognare. Datore di lavoro e lavoratore coincidono: siamo noi stessi. Noi ci imponiamo ritmi lavorativi ed esistenziali degni del peggior modello fordista, noi siamo al contempo schiavi e schiavisti. In eterna “prestazione”, il tempo, tutto il tempo, diventa “produttivo”, una catena perversa che pare inarrestabile. La conseguenza naturale di un siffatto stato di cose è una stanchezza enorme, paradossale, simile alla morte.

Ecco allora spuntare nuove malattie quali la sindrome del “burnout”. Depressi o isterici, comunque spossati e sfiniti. Da queste premesse è nato Isabel Green.

Volevo trovare un modo per parlare di questo tilt epocale. Farlo con leggerezza e ironia, naturalmente (non serve certo aggiungere altra “pesantezza”).

Ho chiamato Emanuele Aldrovandi, ho condiviso con lui il pensiero di Han e altre considerazioni che vi risparmio, per non dilungarmi troppo. Vi basti sapere che dai nostri incontri, numerosi, dalle nostre riunioni, turbolente, dal nostro confronto, serrato, è uscito questo piccolo prezioso testo.

Pilar mi è parsa subito l’attrice perfetta per Isabel. L’ho chiamata e lei ha risposto con grande entusiasmo.

Isabel è una super star di Hollywood. Bella, famosa, ricca e pure brava.

Isabel ha atteso l’Oscar a lungo, come Di Caprio, e finalmente, come Di Caprio, lo ottiene con Life of Mother Theresa. Un sogno che si realizza, la tanto attesa consacrazione.

Adesso può parlare davanti a milioni di persone. In mano, la statuetta d’oro dell’Oscar.

Ma quello che dirà non sarà affatto quello che ci aspettiamo. Fino all’ultimo, anzi, anche dopo l’ultimo istante del discorso, Isabel ci sorprenderà e lentamente, tra una risata e una lacrima, scivoleremo, quasi senza accorgercene, dentro il paradosso delle nostre stesse vite. Quel paradosso che così bene descrive Han.»
Serena Sinigaglia

----------------------------------------------------------------------------------------------
«L’ansia da prestazione che induce allo sfruttamento di sé senza più bisogno di coercizioni esterne non è un problema da star di Hollywood, è una delle emergenze del contemporaneo. Di questo parla Isabel Green lo spettacolo voluto dalla regista Serena Sinigaglia che ha chiesto al drammaturgo Emanuele Aldrovandi di inventarsi una storia per raccontare questi nostri tempi in cui la performance è tutto. Poco importa quale sia Io scopo, il più nobile o il più banale, chi si ferma è perduto. C’era il rischio di uno spettacolo a tesi, non lo è. Il testo coglie i punti critici ma li tiene a giusta distanza, la regia li compone con cura in un disegno pulito sulla scena disegnata da Maria Spazzi come una grande stella nera accartocciata, il resto lo fa Maria Pilar Pérez Aspa, in una delle sue migliori prove: in un fiammeggiante abito rosso, fuori e dentro il flusso di coscienza, l’invettiva e la confessione pubblica, imbarazzi comici e punte di intensità drammatica, con un’adesione davvero impressionante al personaggio di questa donna spezzata dall’eccesso di pretesa verso se stessa. Applausi e sold out più che meritati». Sara Chiappori, la Repubblica 
-----------------------------------

Sala Bausch, Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33 - Mar/sab ore 19.30, dom ore 15.30 – Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org - Prezzi: Intero € 32.50, Ridotto € 17, Martedì € 21,50 – www.elfo.org

Commenti