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"Secondo Orfea: Quando l'amore fa miracoli" - Margherita Antonelli al Teatro PIME


TEATRO A MILANO

Da Zelig alle Missioni

Margherita Antonelli al Teatro PIME
con
"Secondo Orfea: Quando l'amore fa miracoli"
                           Di e con Margherita Antonelli. Regia di Marco Amato.
Progetto scenico: Marco Elli.

Scritto e interpretato dall'attrice lanciata dal celebre spettacolo televisivo
di cabaret, va in scena per una sola sera venerdì 23 Novembre,
Via Mosé Bianchi 94 - Ore 21- Ingresso libero.
Info: tel. 02 438221 www.pimemilano.com

Il Centro Missionario Pime di Milano invita a teatro i milanesi nel rinnovato Teatro PIME intitolato a padre Piero Gheddo offrendo un cartellone 2018/2019 ricco di proposte tanto laiche e divertenti quanto intrise dei valori cristiani universali che sono alla base della missionarietà. 
Padre Gheddo, lo ricordiamo, e' il celebre missionario giornalista scomparso nel 2017 a 88 anni, fra i fondatori dell' EMI (Editrice Missionaria Italiana) e di Mani Tese. E' stato direttore dell'Ufficio storico del PIME a Roma. Ha diretto la rivista Mondo e Missione, è stato fondatore e direttore dell'agenzia d'informazione Asia News e ha anche diretto la rivista per i giovani Italia Missionaria. Grande animatore della vita missionaria, ha scritto oltre 100 libri.

Non a caso quindi apre la stagione del teatro oggi a lui dedicato il monologo, "Secondo Orfea: Quando l'amore fa miracoli" scritto e interpretato da Margherita Antonelli, l'attrice amata dal grande pubblico televisivo per i suoi personaggi comici e laicissimi, primo fra tutti la donna delle pulizie Sofia di Zelig.

L’ appuntamento è per venerdì 23 Novembre, Via Mosé Bianchi 94 - Ore 21- Ingresso libero (Metro Lotto). Eventuali offerte andranno interamente a sostegno dell’opera dei Missionari del Pime. Il teatro è dotato di 600 posti e richiama ogni anno oltre 100.000 spettatori.

Margherita Antonelli nella pièce interpreta Orfea, una donna che vive a Gerusalemme nell’Anno 1, vedova di un centurione romano al seguito di Ponzio Pilato.

Le sue giornate si dividono tra il tempio, la fontana, le lenzuola da stendere e quattro chiacchiere con le amiche.

Un giorno però viene ad abitare vicino a lei una coppia di sposi. Lei è incinta: si chiamano Giuseppe e Maria.

Da quel momento, nulla per Orfea sarà più come prima.

La Sacra Famiglia la coinvolgerà nel vortice del destino di Gesù, di cui la donna si prende cura fin da bambino, quando la Madonna è affaccendata.

Racconta la Antonelli, 55 anni, milanese: "Orfea somiglia a mia zia Geppa di Napoli e un po' anche a mia madre, vede il mondo con l'esuberanza e il calore di una donna del nostro Sud. Si dedica a Gesù con amorevolezza e buon senso e assiste alla crescita del Dio- Bambino con curiosità, stupore, dolcezza per questo ragazzo 'un po’ strano' che difenderà, sosterrà, criticherà e piangerà appassionatamente, come una madre attenta e amorevole, sino alla sua Resurrezione".

In scena compariranno oggetti quotidiani come una cesta e un lembo di un mantello
per parlare di un Figlio che ha usato solo grani di senape, una pecorella, delle lanterne e poco altro per spiegare la grandezza del Padre.

Lo spettacolo vuole dunque essere una racconto dei fatti del Vangelo rivisti attraverso la tenerezza di una donna semplice e concreta alle prese con un Dio fattosi bimbo, ragazzo, adolescente e adulto per la salvezza di ognuno di noi.

La Antonelli ha creato Orfea trent'anni fa, quando uscita dalla scuola di teatro milanese l'Arsenale, le fu chiesto un testo per l'arrivo a Milano del nuovo Arcivescovo Carlo Maria Martini. "Ad ispirarmi fu la mia stessa fede, un rapporto con Dio fatto di incontri, tenerezza, buon senso e ascolto".

Nel 2013, Margherita rimette mano all’opera e con il regista Marco Amato nasce il monologo per il Festival Teatro del Sacro, poi selezionato tra i 15 lavori teatrali migliori della stagione 2013/2104.

Da allora, sono un centinaio le repliche in tutta Italia compresa Milano.

Spiega il Direttore del Centro PIME di Milano padre Mario Ghezzi: “Con questa nuova stagione teatrale vogliamo comunicare la missione anche attraverso il linguaggio dell’arte, della recitazione e della musica. Abbiamo scelto di aprire con lo spettacolo “Secondo Orfea” proprio perché ci racconta la vita di Gesù con un linguaggio giovane, intrigante e immediato. Un linguaggio che arriva al cuore e che vorremmo saper utilizzare anche noi missionari, impegnati ad annunciare il Vangelo in diverse parti del mondo”.

I prossimi titoli in cartellone al Teatro PIME sono consultabili sul sito www.stagionepime.com


Margherita Antonelli

Margherita Antonelli nasce a Milano il 22 Maggio 1963. Si forma come attrice a L'Arsenale fondata nel 1978 da Marina Spreafico e Kuniaki Ida, su ispirazione del loro maestro Jacques Lecoq. Dopo aver lavorato nel teatro di prosa con Franco Branciaroli nella compagnia de Gli Incamminati, approda alla comicità grazie alle sue partecipazioni a Cielito lindo e Zelig - Facciamo cabaret; in quest'ultima interpreta l'inarrestabile donna delle pulizie Sofia. Attrice completa, annovera nel suo curriculum anche due film: Tre uomini e una gamba con Aldo, Giovanni e Giacomo e Ravanello Pallido dove è co-protagonista con Luciana Littizzetto. In tv conduce Zelig Women in Laugh, partecipa a Colorado Cafè e recita nella fiction Un ciclone in famiglia con Massimo Boldi; non si fa mancare nemmeno la radio con l'emittente Rai Radio 2. Infine nel 2015 esordisce come scrittrice con il suo primo romanzo intitolato "Il vestito della sposa" per La Memoria del Mondo Libreria Editrice.


PIME MILANO
Da oltre cinquant'anni il "Centro di cultura e animazione missionaria Pime" di MIlano, in via Mosè Bianchi 94, si propone come luogo di incontro, scambio, riflessione e progettualità in dialogo con la città e con il mondo, in uno spirito di annuncio e testimonianza del Vangelo, servizio ai poveri e dialogo con le culture. Il Teatro Pime, recentemente intitolato a padre Piero Gheddo, è una delle sue espressioni.
La nascita di questa nuova Stagione Teatrale vuole proseguire quest'opera di servizio alla missione e alla città, utilizzando il linguaggio creativo dell'arte, della musica e del teatro per allargare gli orizzonti dello sguardo e del cuore, sostenendo anche l'opera dei nostri missionari nel mondo.
























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