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Trani Teatro Clown. L'Intervista al direttore artistico Santo Nicito.

  E' stata una prima edizione di grande successo quella del Trani Teatro Clown Festival Internazionale che dal 6 all'11 luglio ha rallegrato la città di Trani con spettacoli, incontri, laboratori e workshop tutti incentrati sulla figura del Clown. Tantissimi i partecipanti per un'edizione che ha rappresentato solo l'inizio di una nuova avventura che continuerà anche d'inverno nella bellissima città pugliese. Abbiamo intervistato Santo Nicito direttore artistico della Rassegna.       E' terminato da poco il Trani Teatro Clown qual è il bilancio di questa esperienza? Assolutamente positiva! I numeri sono dalla nostra parte, questo dimostra che l’offerta messa in campo ha   suscitato curiosità e interesse. Questa prima edizione del Trani Teatro Clown Festival Internazionale è stata la realizzazione di un sogno. Un vero miracolo! Abbiamo gettato le basi per quello che già da settembre, per la seconda edizione, speriamo e vogliamo sia un progetto molto più

LA PARTITELLA - CARMINE BUSCHINI ALLA SALA UMBERTO


FRANCESCO E VIRGINIA BELLOMO 
PRESENTANO

LA PARTITELLA

DI GIUSEPPE MANFRIDI

CARMINE BUSCHINI NEL RUOLO DI ENRICO


E CON IN ORDINE ALFABETICO

SHARON ALESSANDRI (PIA), DAMIANO ANGELUCCI (ALEX)

SARA BACCARINI (GIANNA), CHIARA BUONVICINO (RITA)

MARIAVITTORIA COZZELLA (NADIA), NOEMI ESPOSITO (LA RUVIDA)

DANIELE GATTI (OSVALDO), CARMINE GIANGREGORIO (RASHID)

TEO GUARINI (ANDREA), FEDERICO INGANNI MACIOCI

VANESSA INNOCENTI (MELANIA), DANIELE LOCCI (MASSIMILIANO)

MARTINA MAIUCCHI (MARA), NICOLÒ MILILLI (GIUSSANI)

ELIO MUSACCHIO (STEFANO), LORENZO PARROTTO (FURIO)

CHIARA TRON (SISSI), GIULIA ZADRA (FLAVIA)



DIREZIONE GENERALE MASSIMO VULCANO
SCENOGRAFIE CARLO DEMARINO MUSICHE ANTONIO DIPOFI


REGIA FRANCESCO BELLOMO

PRODUZIONE ISOLA TROVATA

29 MARZO – 15 APRILE 2018

Carmine Buschini, il personaggio principale della serie televisiva “Braccialetti Rossi” si cimenta ad altri 18 giovani nella splendida Commedia di Giuseppe Manfridi

In quel bizzarro assemblaggio umano che costituisce il microcosmo della ‘partitella’ di calcio non è infrequente ritrovare gomito a gomito il laureato con l‘analfabeta, il quindicenne con il trentenne, l’incontro tra i più diversi strati sociali e tra le più distanti fisionomie culturali. Mescolanza riverberata nelle arlecchinesche tenute da gioco, sperando possano armonizzarsi in una concordata uniformità. I ragazzi si muovono nella illusoria speranza di resistere ai colpi del mondo, a quello spazio temporale, che dovrà spingere il gruppo ad affrontare un domani di fronte al quale anche gli adulti più attrezzati si trovano spiazzati e impreparati. Forse erano anche questi i motivi per cui Pasolini, ottimo calciatore, trovava nell’idea stessa della “Partitella” di cui era appassionato sostenitore e frequente protagonista, tratti di struggente, infantile e malinconica poesia.

NOTE DELL’AUTORE

Uno sterrato ai piedi di una scarpata su cui passa un cavalcavia.

Sul terriccio grumoso, due linee di gesso bianche. Si tratta del ‘corner' di un campetto di calcio presso cui, sin dalle prime ore dell'alba, affluiscono vari ragazzi e ragazze che, disertando la scuola, si sono dati appuntamento lì per una partitella di cui gli uni saranno protagonisti e le altre spettatrici. La situazione è tale da consentire un intreccio di racconti. Piccoli grandi amori... ansie di crescita... sogni di trionfi futuri... progetti matrimoniali... e quant'altro ancora può immaginarsi come alimento fantastico di quell'ineffabile età di passaggio che è possibile individuare nel valico tra l'ultimo anno di scuola e il primo di università, o di lavoro.

L'età delle prime 'chances', delle grandi attese, del futuro che incombe.

Il secondo atto della commedia racconta un'altra partitella giocata in quello stesso campo e dagli stessi ragazzi ma un anno prima della precedente. In questo montaggio 'a ritroso' sarà dato di ricomporre i disegni imperscrutabili del destino che, si scoprirà, ha giocato, come spesso avviene, con le vite di quei ragazzi decidendone a suo piacimento e in ossequio a un'apparente casualità di cui non ha senso, qui, anticipare nulla.

Giuseppe Manfridi
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Da martedì a sabato ore 21, mercoledì e sabato ore 17, domenica ore 17

Dal 1 al 4 aprile non c’è spettacolo

Prezzi da 24 a 34€ 

SALA UMBERTO

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