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Trani Teatro Clown. L'Intervista al direttore artistico Santo Nicito.

  E' stata una prima edizione di grande successo quella del Trani Teatro Clown Festival Internazionale che dal 6 all'11 luglio ha rallegrato la città di Trani con spettacoli, incontri, laboratori e workshop tutti incentrati sulla figura del Clown. Tantissimi i partecipanti per un'edizione che ha rappresentato solo l'inizio di una nuova avventura che continuerà anche d'inverno nella bellissima città pugliese. Abbiamo intervistato Santo Nicito direttore artistico della Rassegna.       E' terminato da poco il Trani Teatro Clown qual è il bilancio di questa esperienza? Assolutamente positiva! I numeri sono dalla nostra parte, questo dimostra che l’offerta messa in campo ha   suscitato curiosità e interesse. Questa prima edizione del Trani Teatro Clown Festival Internazionale è stata la realizzazione di un sogno. Un vero miracolo! Abbiamo gettato le basi per quello che già da settembre, per la seconda edizione, speriamo e vogliamo sia un progetto molto più

Ccà nisciun è fisso - L’era della precarietà


Il Teatro Kopó presenta Ccà nisciuno è fisso. L’era della precarietà di Alessandra Faiella e Francesca Puglisi, per la regia di Alessandra Faiella, conFrancesca Puglisi, musiche suonate registrate da Luca Fraula, foto di locandina di Attilio Marasco, in scena dal 16 al 18 febbraio, venerdì e sabato alle 21, domenica alle ore 18. Lo spettacolo, che ha come sponsor Ciak Roncato, si è qualificato come testo finalista al Premio Anima e Corpo del Personaggio Femminile nell’edizione del 2015.
Ccà nisciuno è fisso è un monologo esilarante sul tema più sentito dei nostri tempi: la precarietà. Tutto è suscettibile di una condizione di instabilità permanente, dal lavoro alla casa fino all’amore, di nulla si può dire quanto e se durerà. La realtà, sempre più frammentata, viene vista e raccontata attraverso gli occhi della protagonista, Francesca, che è una giovane attrice di teatro. Svolge il lavoro precario per eccellenza, raccontandolo con umorismo partenopeo e autoironia. 

La sua vita quotidiana, che è anche la nostra, può apparire drammatica o comica a seconda del punto di vista prescelto. La satira sociale, condita da una spassosa autocritica, mira infatti a stabilire un rapporto di forte empatia con il pubblico. La protagonista può dire con amara ironia: Prima noi attori avevamo il privilegio di essere fra i pochi precari nel mondo del lavoro, ci potevamo atteggiare, fare i tormentati,i dissoluti, tutto genio e sregolatezza … Adesso siamo più stabili noi di un manager! Dal lavoro, tuttavia, la precarietà si estende anche all’ambito personale e questo fa sì che perfino un fidanzato venga liquidato per sempre in nome di una vita senza legami forti, senza impegni duraturi, privata, per scelta, di un orizzonte temporale più ampio. 

Ccà nisciun è fisso ci ricorda che la precarietà ha molti volti. Può provocare sofferenza ma anche divenire una sorta di alibi per vivere sempre secondo le proprie esigenze senza prendersi troppe responsabilità. Talvolta l’instabilità è condizione subita, tal’atra può apparire come una scelta coraggiosa. Puglisi racconterà al pubblico tutte queste sfumature della precarietà, in una chiave squisitamente ironica, evocando episodi emblematici della vita sentimentale e lavorativa di un’attrice le cui vicende sono simili a quelle delle persone cosiddette comuni. La lezione è che ridere di se stessi aiuta a campare meglio!




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