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NASCE L' ASSOCIAZIONE STEFANO D'ORAZIO

                                                           Ad un anno dalla scomparsa di uno dei più amati artisti italiani   NASCE L’ASSOCIAZIONE STEFANO D’ORAZIO   UN PROGETTO RIVOLTO A GIOVANI ARTISTI DI TALENTO   «Vorrei poter contribuire ad accendere degli entusiasmi e delle attenzioni verso qualcuno che meriti una storia di successo fortunata come la mia» Stefano D’Orazio     Ad un anno dalla scomparsa di un grande artista, che insieme ai Pooh ha fatto la storia della musica italiana nasce l’Associazione Stefano D’Orazio, un progetto rivolto a giovani artisti di talento. Lo scopo dell’Associazione è quello costituire un polo di eccellenza nel settore artistico-musicale-imprenditoriale, un’accademia di alta formazione professionale ed imprenditoriale per giovani artisti, quale strumento di integrazione sociale e culturale, con potenziale innovativo e di crescita per il sistema economico, occupazionale e sociale. Associazione Stefano D’Orazio si pone come obiettivo quello di organi

Sport al BRANCACCIO - 5 dicembre ore 21



Dopo campioni del calibro di Gattuso, Castrogiovanni, Galanda, Cacciatori e Vinci, il 5 dicembre al Teatro Brancaccio è il turno di PAOLO DI CANIO e SIMONE MORO intervistati da Marco Mazzocchi per il terzo appuntamento della rassegna "SPORT tra EPICA ed … ETICA".

Le emozioni, il sacrificio e le gioie dei grandi successi, ma anche spazio ai segreti della loro carriera e alle domande del pubblico. Una rassegna che si avvale dell'ausilio di immagini e video tratti dall'immenso archivio multimediale di Rai Sport, in cui il pubblico partecipa interagendo con gli sportivi, condividendo emozioni e ponendo domande dirette.

A completamento della natura degli eventi, i protagonisti sportivi dell'incontro scelgono un'organizzazione no-profit alla quale devolvere parte dell'incasso .



PAOLO DI CANIO

«Io sono cambiato e non da ieri... ma certe etichette non me le toglierò mai, ne sono consapevole. Ho detto che sono pentito di tante cose, non che nella mia vita sono stato un santo». CORRIERE DELLA SERA


SIMONE MORO

«Nel 1997, con Anatoli Boukreev, salimmo sull’Annapurna senza radio, telefoni e satellite, con il solo accordo che l’elicottero venisse a prenderci dopo due mesi. Successe una tragedia: travolti da una valanga, mi salvai solo io. Alla spedizione successiva ero in diretta radiofonica e corsi gli stessi pericoli, ma non accadde nulla. La differenza? Con la tecnologia, se muori, muori in diretta». PANORAMA

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