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Trani Teatro Clown. L'Intervista al direttore artistico Santo Nicito.

  E' stata una prima edizione di grande successo quella del Trani Teatro Clown Festival Internazionale che dal 6 all'11 luglio ha rallegrato la città di Trani con spettacoli, incontri, laboratori e workshop tutti incentrati sulla figura del Clown. Tantissimi i partecipanti per un'edizione che ha rappresentato solo l'inizio di una nuova avventura che continuerà anche d'inverno nella bellissima città pugliese. Abbiamo intervistato Santo Nicito direttore artistico della Rassegna.       E' terminato da poco il Trani Teatro Clown qual è il bilancio di questa esperienza? Assolutamente positiva! I numeri sono dalla nostra parte, questo dimostra che l’offerta messa in campo ha   suscitato curiosità e interesse. Questa prima edizione del Trani Teatro Clown Festival Internazionale è stata la realizzazione di un sogno. Un vero miracolo! Abbiamo gettato le basi per quello che già da settembre, per la seconda edizione, speriamo e vogliamo sia un progetto molto più

Sport al BRANCACCIO - 5 dicembre ore 21



Dopo campioni del calibro di Gattuso, Castrogiovanni, Galanda, Cacciatori e Vinci, il 5 dicembre al Teatro Brancaccio è il turno di PAOLO DI CANIO e SIMONE MORO intervistati da Marco Mazzocchi per il terzo appuntamento della rassegna "SPORT tra EPICA ed … ETICA".

Le emozioni, il sacrificio e le gioie dei grandi successi, ma anche spazio ai segreti della loro carriera e alle domande del pubblico. Una rassegna che si avvale dell'ausilio di immagini e video tratti dall'immenso archivio multimediale di Rai Sport, in cui il pubblico partecipa interagendo con gli sportivi, condividendo emozioni e ponendo domande dirette.

A completamento della natura degli eventi, i protagonisti sportivi dell'incontro scelgono un'organizzazione no-profit alla quale devolvere parte dell'incasso .



PAOLO DI CANIO

«Io sono cambiato e non da ieri... ma certe etichette non me le toglierò mai, ne sono consapevole. Ho detto che sono pentito di tante cose, non che nella mia vita sono stato un santo». CORRIERE DELLA SERA


SIMONE MORO

«Nel 1997, con Anatoli Boukreev, salimmo sull’Annapurna senza radio, telefoni e satellite, con il solo accordo che l’elicottero venisse a prenderci dopo due mesi. Successe una tragedia: travolti da una valanga, mi salvai solo io. Alla spedizione successiva ero in diretta radiofonica e corsi gli stessi pericoli, ma non accadde nulla. La differenza? Con la tecnologia, se muori, muori in diretta». PANORAMA

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