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Trani Teatro Clown. L'Intervista al direttore artistico Santo Nicito.

  E' stata una prima edizione di grande successo quella del Trani Teatro Clown Festival Internazionale che dal 6 all'11 luglio ha rallegrato la città di Trani con spettacoli, incontri, laboratori e workshop tutti incentrati sulla figura del Clown. Tantissimi i partecipanti per un'edizione che ha rappresentato solo l'inizio di una nuova avventura che continuerà anche d'inverno nella bellissima città pugliese. Abbiamo intervistato Santo Nicito direttore artistico della Rassegna.       E' terminato da poco il Trani Teatro Clown qual è il bilancio di questa esperienza? Assolutamente positiva! I numeri sono dalla nostra parte, questo dimostra che l’offerta messa in campo ha   suscitato curiosità e interesse. Questa prima edizione del Trani Teatro Clown Festival Internazionale è stata la realizzazione di un sogno. Un vero miracolo! Abbiamo gettato le basi per quello che già da settembre, per la seconda edizione, speriamo e vogliamo sia un progetto molto più

TAUROTANZ



TAUROTANZ

spettacolo site specific di Teatro, Danza, Musica, Acrobatica e videomapping
liberamente ispirato a Il Minotauro di F. Durrenmatt
Idea, testi e regia Manuela Rossetti

Con con Jessica Leti, Lidia Di Girolamo e Silvia Miluzzi

AR.MA TEATRO

via Ruggero di Lauria 22

13-16 ottobre 2017


Sono io il Minotauro, io Donna che mi divido tra ciò che sono e ciò che devo essere. La storia del Minotauro come Dio non voluto. La sua diversità è portavoce di un contenuto sulle donne che va oltre il sentimento di diversità rispetto ad un pensare comune o al rapporto con l'altro. La riflessione sulla donna, attraverso un testo originale che viaggia tra la tagliente ironia e la profonda analisi esistenziale, tocca diverse tematiche che spaziano dall'analisi del luogo comune, dei pregiudizi culturali, archetipi sociali della e sulla donna.

Il Minotauro, essere bivalente, doppio, metà animale e metà uomo, ci ha fatto riflettere sul doppio che la donna in sé vive.Spiega l'ideatrice e regista Manuela Rossetti. La donna è sacra e profana. La donna è madre e amante; è fragile e forte; è lavoratrice e moglie. La donna è carne e spirito. Un doppio che si moltiplica, proprio come nel testo del Minotauro di Durrenmatt nel doppio del suo doppio. 

Infinite sfaccettature delle quali la donna stessa non è consapevole, perchè radicate culturalmente e, proprio perché non riconosciute consapevolmente, spesso creano disagi e lotte interiori, difficoltà di relazione con l'altro, negazione del sé, contrasti con la società e la propria famiglia. Lo spettacolo, quindi, si sviluppa sul filo narrativo di Durrenmatt, ma lo trasforma attraverso un testo originale lasciandolo prendere vita propria tra musica dal vivo, danza, canto e recitazione. 

La musica originale di Taurotanz ha una valenza narrativa e non è mai considerata semplice accompagnamento, ma interpretazione e sottotesto della scena e delle azioni delle performer. Una voce, quella musicale, che interagisce, risponde e comunica costantemente con la scena. La ricerca dei suoni va oltre la melodia comunemente intesa, si mescola di rumori e di variazioni tra voce e percussioni, una musica che si genera dal ritmo della voce dell'attrice o dai movimenti delle danzatrici e non sempre viceversa, in un dialogo continuo e incessante. La danza si trova al centro del tutto e in qualche modo rivela le emozioni segrete delle parole dette dall'attrice e le traspone in corpo. 

Lo stile della danza utilizzato e teatro danza, danza contemporanea, con una particolare attenzione all'espressione, al lavoro interiore e profondo sulla ricerca delle proprie emozioni, sulle immagini e i sottotesti, sulla voce che si trasforma in danza e viceversa. Il testo parte dalla lettura attenta della quotidianità della vita delle donne per condurci fino ad una critica lucida, ironica e drammatica della condizione della donna e le varie forme di violenza che essa subisce. Violenza culturale, violenza psicologica, violenza fisica, ecc. La voce amplificata dal microfono ha un valore di analisi interiore, una voce del profondo del sé. La voce non microfonata è la voce della quotidianità, dell'altra da sé, del pregiudizio, del luogo comune. 

Lo spettacolo è ideato come site specific, quindi si adatta perfettamente al luogo che lo ospita. Site specific perché ogni spazio, luogo aperto o chiuso può essere inteso come il labirinto del Minotauro o anche la molteplicità delle sfaccettature della donna e delle vie che la donna stessa può intraprendere: moglie, amante, lavoratrice, madre, puttana, serva, strega, ecc. La mission della compagnia e della regista consiste nell'avvicinare il teatro al pubblico, anche abbattendo la quarta parete e circondando il pubblico della stessa fascinazione visiva nella quale si trovano i personaggi. Un teatro che esca dagli spazi teatrali. Un teatro che incontri il suo pubblico quasi casualmente in una piazza, un vicolo, un bosco, un cortile o una sala espositiva. La ricerca di un pubblico che non sia abituato al teatro, ma che ne venga improvvisamente
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TAUROTANZ

Idea, testi e regia Manuela Rossetti

con Jessica Leti, Lidia Di Girolamo e Silvia Miluzzi

coreografie Lidia Di Girolamo e Silvia Miluzzi

Musiche originali Matteo Colasanti

voci off Maurizio Panici, Jessica Leti e Andrea Maurizi

digital performer Simone Palma

Consulenza artistica di Maurizio Panici


Ar.Ma Teatro

via Ruggero di Lauria 21

dal 13 al 16 ottobre 21.00 – domenica ore 18.00

Telefono 06 39744093 - cell. 333 9329662

Mail: info@capsaservice.it

Biglietti. Intero 12€- Ridotto 10€


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