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Tornano in scena "I Nuovi Tragici"

            I NUOVI TRAGICI monologhi scritti e diretti da Pietro De Silva TEATRO MARCONI  18/19/20 GIUGNO 2021 Tornano in scena I Nuovi Tragici. La rassegna nata nel 1990 arriva sul palco del Teatro Marconi il 18, 19 e 20 giugno 2021. Si tratta di monologhi scritti e diretti da Pietro De Silva portati in scena da giovani attori che partecipano al Festival. A presentare la serata due ospiti d'eccezione: Marco Simeoli e Bruno Maccallini. Una storica rassegna dunque a cui hanno partecipato circa ottanta attori fra i quali Enrico Brignano, Flavio Insinna, Neri Marcorè, Valerio Aprea, Massimiliano Bruno, Paola Cortellesi, Francesco Pannofino, Paola Minaccioni, Massimiliano Bruno, Valerio Aprea e tanti altri Il termine NUOVI TRAGICI è dichiaratamente ironico. Si tratta di una serie di monologhi sotto forma di casi clinici singolari. Individui disperati che cercano conforto, confessando in pubblico le loro piccole e grandi manie. Si prende di mira la follia e i suoi derivati, con occhio

Ai Teatri di Pietra la MEDEA di Antonio Tarantino


Verso Argo

MEDEA

di Antonio Tarantino
regia Manuel Giliberti
con Cristina Borgogni e Annalisa Insardà

6 Luglio 2017 Ore 21,15

Area Archeologica, Arco di Malborghetto

Via Flaminia km 19,4 in direzione Terni, altezza stazione RomaNord/Sacrofano

“Ristretta in uno spazio claustrofobico che divide con una vigilatrice. Ristretta anch’essa. Una donna, straniera. Disperata. Imbarbarita. Forse un carcere. Forse una scatola cranica. La cattività induce alla parola. Il mito greco è solo un ricordo, tutto è già avvenuto. O forse non è avvenuto niente. L’identità viene rimodulata”.

(Antonio Tarantino a proposito della sua “Medea”)


NOTE DI REGIA

Antonio Tarantino usa, manipola e rilegge il mito della maga euripidea attraverso una sarcastica chiave linguistica e narrativa. L’autore, con la sua “Medea”, è anticipatore e profeta dello scontro che il nostro paese vive oggi rispetto ai fenomeni migratori in corso.

La prospettiva dichiarata del drammaturgo è quella della contemporaneità. La protagonista è, forse, una migrante, che, forse, ha ucciso i propri figli. Nella “Medea” di Tarantino, l’inumanità della galera diventa, dunque, il racconto della condizione odierna della donna.

La rappresentazione è dunque quasi una lunga confessione. Il testo è scritto in versi liberi. In una costante contrapposizione di monologhi tra la prigioniera (Medea) e la sua carceriera (la Vigilatrice). Le due donne si nutrono l'una della presenza dell'altra, pur non comunicando tra loro. Solo alla fine, forse, si riconoscono nella loro natura di vittime dannate. Ma è un attimo, una luce che si spegne nel momento in cui appare.
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Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo

Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale

Soprintendenza Speciale Archeologica , Belle Arti e Paesaggio di Roma

Regione Lazio – Assessorato alla Cultura

Ente Regionale Parco di Veio

Comune di Roma - XV Municipio

Città di Sutri


TEATRI DI PIETRA LAZIO 2017

Ideazione e Realizzazione

Pentagono Produzioni Associate e Circuito Danza Lazio

nell’ambito della Rete Teatrale dei Teatri di Pietra



Ingresso 12 euro

Ridotto 8 euro: convenzionati/associazioni/studenti



Info & Prenotazioni:

teatridipietra@gmail.com / whatsapp 333 709 7449//

FB teatridipietra / teatridipietra.blogspot.it/

biglietti online: www.etes.it




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