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IL GIOVANE STREHLER. DA NOVARA AL PICCOLO TEATRO DI MILANO



al MILANO OFF F. I. L. Festival
per la rassegna MILANO OFF LIBRIS

Giovedì 15 giugno alle ore 11.00 presso La Stecca in Via G. De Castillia 26 a Milano per la rassegna “Milano Off Libris” all’interno del “Milano Off F.I.L. Festival” la scrittrice Clarissa Egle Mambrini dialoga del suo libro “Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano” con Stella Casiraghi, autrice di un intervento in apertura dello stesso.

Lodato per la ricca documentazione unita ad uno stile scorrevole ed accattivante che lo rendono fruibile anche a chi solitamente non si cimenta in questo tipo di letture, il saggio si concentra sugli esordi del regista che debuttò durante la Seconda Guerra Mondiale a Novara.

Frutto di pazienti e meticolose ricerche, il volume è impreziosito da un nutrito apparato iconografico e da interviste a personaggi della cultura locale e nazionale come lo storico e critico d’arte Raul Capra, l’attore Gianrico Tedeschi e il compianto musicista Folco Perrino.

Dalla sua uscita nel 2013 per i tipi di Lampi di stampa “Il giovane Strehler” è stato presentato, talvolta anche sotto forma di lezione o di reading, in diverse località italiane tra cui Trieste (città natale del regista) ed ha riscosso ampi consensi fra esperti del settore e semplici appassionati, guadagnandosi l’attenzione di personalità quali Giulia Lazzarini, Ferruccio Soleri, Giancarlo Dettori e Maurizio Porro, e recensioni e segnalazioni su testate come il «Corriere della Sera», «Sipario», «Hystrio» e Teatro.it.

Questo libro raccoglie, come sottolinea Casiraghi, «ogni tipo di documentazione, locandine, dibattiti, cronache, testimonianze, rassegne stampa, materiali biografici e bibliografici resi disponibili alla lettura e alla riflessione critica. Compostamente scorrono fotogrammi di quanto precedette (e seguì) la prova di regia di un artista che muoveva i primi passi e che riuscì nei decenni successivi a dare corpo alle sue intuizioni e a realizzare, anche sulla scena internazionale, le sue ambizioni».
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“Il giovane Strehler. Da Novara al Piccolo Teatro di Milano”

di Clarissa Egle Mambrini, con un intervento di Stella Casiraghi

Lampi di stampa, Vignate (MI)

Ottobre 2013, pp. 366



Note biografiche CLARISSA EGLE MAMBRINI
Clarissa Egle Mambrini è nata a Novara nel 1984. Ha coltivato interessi artistici fin dall’infanzia ed ha al suo attivo alcuni saggi di cinema e teatro pubblicati dalla EOS Editrice tra 2007 e 2013.

“Il giovane Strehler” (Lampi di stampa) è la sua opera più importante, a cui ha dedicato circa un anno e mezzo di lavoro.

Laureata in Lettere Moderne ad indirizzo artistico, si occupa attivamente di cultura e spettacolo da circa dieci anni. Dopo le esperienze con alcune realtà novaresi, tra cui la Fondazione Teatro Coccia e l’Associazione Amici della Musica Vittorio Cocito, attualmente collabora con il Teatro Libero di Milano ed è Cultore della materia in Storia del cinema italiano presso l’Università Cattolica.


Note biografiche STELLA CASIRAGHI

Stella Casiraghi, saggista e autrice di numerose monografie sulla storia culturale del nostro Paese., è una professionista dell'organizzazione della cultura a Milano. Ha lavorato a lungo al Piccolo Teatro ed è curatrice dell’edizione critica di memorie inedite di Giorgio Strehler, fra le quali: “Lettere sul teatro” (Archinto), “Non chiamatemi Maestro” (Skira), “Il metodo Strehler. Diari di prova della ‘Tempesta’” (Skira). In uscita il libro per l’infanzia “Oltre il sipario. Viaggio nella pancia del teatro” con l’editore Skira.


Alcuni estratti dalle recensioni:
«[…] c’è un giovane Strehler sul quale vale la pena di soffermarsi, per coglierne appieno la personalità artistica nel suo formarsi step by step. Grazie all’opera di Clarissa Egle Mambrini veniamo così introdotti in un universo sconosciuto, o quanto meno poco conosciuto e conosciuto da pochi […]. Questo è reso possibile dalla ricca documentazione raccolta nel volume […]. Un lavoro minuzioso che apre preziosi spiragli al lettore curioso e appassionato del backstage, compiuto con grande passione e pazienza da Clarissa Egle Mambrini, che con quest’opera rende omaggio alla sua città. […] Chi meglio di lei poteva dunque cimentarsi nella titanica impresa di ricostruire un mondo remoto, reso attuale dalla sua preziosa ricerca ed in grado di offrirci un ritratto a tutto tondo del giovane Strehler».
(Myriam Mantegazza, «Sipario»)


«[…] Un bel testo su un’Italia che non c’è più, su una voglia di teatro che sembra sopita, su una passione di fare, di capire, di conoscere e di sperimentare che oggi pare assente sia nel pubblico che nei professionisti. È emozionante leggere che durante la guerra questi giovani chiedevano testi nuovi a chi si recava al fronte e aveva contatti con l’estero; l’umiltà e la voglia di condividere il sapere e di “fare” il teatro anche in periferia, anche tra le mille difficoltà, anche per pochi. È salvifico leggere che la cultura e l’arte tengono in vita gli uomini e danno loro speranza e dignità a dispetto di chi continua a dire che con l’arte non si mangia. Con l’arte si pensa e si respira. Una buona lettura per chi ama e respira il teatro».
(Elena Siri, Teatro.it)

«Per Stella Casiraghi […] l’operazione culturale compiuta da Clarissa Mambrini punta l’attenzione “su quel lavoro di capillare rinnovamento del teatro, a livello artistico e gestionale, compiuto dal regista e che si inserisce nell’humus culturale successivo alla guerra. Una ricerca necessaria perché recupera una memoria importante e intellettuali novaresi come Egidio Bonfante che ha catapultato nella realtà novarese una serie di personaggi che hanno dato vita alla storia culturale dell’Italia”. Tra le voci del dibattito […] quella di Mariano Settembri, consulente editoriale di Lampi di stampa, che ha sottolineato “la ricchezza di una ricerca capace di illuminare un periodo importante per il nostro Paese in cui il teatro diventa momento di crescita”, e dell’assessore alla Cultura del Comune di Novara Paola Turchelli: “Queste sono pagine che mi hanno fatto commuovere e che arrivano nel momento giusto…”».
(Eleonora Groppetti, «Corriere di Novara»)










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