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INTERVISTA A LISA ANGELILLO IN SCENA AL BRANCACCIO CON “kAROL WOJTYLA- LA VERA STORIA”. “NON RINUNCEREI MAI ALLA MAGIA DEL TEATRO”



Foto by  Mirjana Panovski
Lisa Angelillo é un' artista completa.Scrive testi, canzoni ed alterna lavori come presentatrice a performance in teatro e in tv. A teatro è stata tra gli altri: protagonista in “Solo tu!”, Tanya in Mamma mia !”, Linda ne “Il letto ovale” regia di Gino Landi, Teain “Geronimo Stilton” sempre di Landi, Suor Maria Reginain “Nunsense” di Fabrizio Angelini, e Vicky Nichols in “The Full Monty” di Gigi Proietti.


Lead voice della Sense of Life band dal 1990 fa concerti live interpretando cover famose in tutta Italia ed Europa assieme alle altre due voci maschili: Russell Russell & Randy Roberts. In giro anche due suoi recital entrambi sull’universo femminile: “Il Viaggio” e “Le Donne si raccontano in Musica”.
In tv ha lavorato in: “Braccialetti rossi” di Giacomo Campiotti, “Volare” di Riccardo Milani, “Una musica silenziosa“ di Ambrogio Lo Giudice, “Ho sposato uno sbirro 2” di Giorgio Capitani, “Tutti Pazzi per Amore 2” di Riccardo Milani, “Tutti per Bruno” di Stefano Vicari,”La Squadra 7” di Piergiorgio Gay ed in “Signora” di Francesco Laudadio.


Ed ora é Emilia, la madre di Karol Wojtyla, al Teatro Brancaccio di Roma.


Lisa, tanto teatro, cinema e fiction in televisione. In quali di questi campi ti piacerebbe fare delle nuove esperienze lavorative?

Credo che non potrei mai rinunciare alla magia del teatro! Il teatro è davvero un palco da cui si può cadere, nel senso metaforico del termine. Quando giri in un certo qual senso fotogenia, montaggio, regia sono di grande supporto e possono anche renderti meglio di quello che sei. Poi io parto sempre dal presupposto che si stia parlando di persone artisticamente capaci. Certo che se non sei molto "talentato" il teatro ti fa correre un rischio più alto di quanto non facciano fiction e cinema dove spesso basta saper essere naturali … tanto ti fanno interpretare quasi sempre te stesso.

C'è un artista con cui sogni un giorno di poter lavorare? Un tuo sogno nel cassetto!

Ci sono tanti artisti con cui vorrei lavorare in realtà. Pierfrancesco Favino e Maria Paiato per esempio. Ma non mi dispiacerebbe anche per esempio fare un programma comico con Crozza! Mio padre direbbe: "poche idee ma ben confuse" io invece risponderei "dove mi metti sto!" nel senso che sono duttile e mi piace moltissimo passare da ruoli drammatici come quello che faccio in Wojtyla a ruoli comici.


Credo che ogni artista abbia un lavoro a cui è particolarmente legato per motivi diversi, lavorativi o anche personali: il tuo qual è?

Non ho un lavoro a cui sono particolarmente legata perché per fortuna ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa, lasciato amicizie e formata sempre più. Certo "The Full Monty" nel 2001 è stato il mio primo grande musical su territorio nazionale, un sogno che si realizzava con una compagnia strepitosa e la regia del grande Gigi Proietti. Due anni di tournée indimenticabili. "Nunsense" dopo la scomparsa di Serafina Frassica mi rimbomba nella testa ogni santo giorno. "Mamma Mia!" mi ha portato ad interpretare forse il ruolo per cui la maggior parte del pubblico mi ricorda. "Solo Tu!" mi ha regalato a 42 anni suonati finalmente il mio primo ruolo da protagonista. E nello spettacolo su Karol Wojtyla sono subentrata a soli 5 giorni dal debutto romano, una bella corsa direi grazie a cui ho conosciuto la vera storia di una donna fantastica: Emilia Kaczorowska.


Definisciti in una frase.

Non mi basto mai, non mi accontento mai, non guardo mai chi è peggio di me ma sempre e solo chi è meglio e cerco possibilmente chi ritengo possa insegnarmi qualcosa, parlo poco, scrivo tanto, penso di più!


Quest'anno ti abbiamo vista in scena in "Solo Tu" il musical con le canzoni dei Matia Bazar. Ora torni in scena nell'opera "Karol Wojtyla- la vera storia" nel ruolo di Emilia. Parlaci del tuo personaggio.

Emilia era la mamma di Karol Wojtyla. Dopo la prima gravidanza le sue condizioni di salute già precarie erano peggiorate. I medici sconsigliarono altri figli. Ne perse una seconda Olga, poi arrivò Lolek (Karol Wojtyla). Si dice fosse una donna solare, forte, dignitosa e molto religiosa. Nascondeva sempre ai figli la sofferenza con un sorriso, è rimasta positiva e solare fino alla fine. Karol aveva solo 9 anni quando lei morì. A papa Wojtyla aveva trasmesso l'amore per Dio e per la fede cattolica.

Foto by Mirjana Panovski



Grazie Lisa! Vi ricordiamo che “Karol Wojtyla- la vera storia” sarà in scena al Teatro Brancaccio di Roma fino al 4 maggio.
13 maggio- Pala Panini, Modena
17 maggio- Teatro Politema, Catanzaro
20 maggio- Teatro Rendano, Cosenza
24 maggio- Teatro Palapartenope, Napoli
30 maggio- Palabam- Mantova
1 giugno- Palaexpo, Locarno
11 giugno- Palatrento, Trento
28 giugno- Gran Teatro Geox, Padova
www.karolwojtylaoperamusical.it









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