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CIVICO 7 IL MUSICAL - INTERVISTA A DENNY LANZA

Ha debuttato “CIVICO 7 IL MUSICAL”, il nuovo progetto targato Musical Mood Company, con regia e coreografie di Denny Lanza e drammaturgia di Maria Chiara Chiti. 
Il fulcro dello spettacolo è la colonna sonora con le musiche di Mia Martini, Renato Zero e Loredana Bertè. Per conoscere meglio lo spettacolo e com'è nata l'idea, ho parlato con Denny Lanza, regista e coreografo.
Buona lettura...


Com'è nata l'idea di questo spettacolo? 

L’idea di portare in scena “Civico 7 – il Musical” è un sogno che si realizza poiché sono cresciuto con i brani di Mimì, Renato e Loredana. Hanno scandito molti momenti importanti della mia vita e ho sempre sognato di rendere omaggio alle loro carriere, ai loro animi. Così, come faccio sempre, ho studiato tantissimo, mi sono documentato, ho riflettuto e ho iniziato a scrivere, attingendo anche da ciò che vedevo attorno a me e da ciò che provavo. Ho scritto una storia che parla del desiderio di riscatto che molti artisti provano ogni giorno. Artisti che non hanno avuto il successo meritato, artisti che si sono affidati alle persone sbagliate, artisti che hanno visto la loro carriera sgretolarsi. Così, all’interno del Proscenium, un centro di recupero per artisti, proveranno a dare nuovo colore ai loro sogni. Il Proscenio in fondo, è il punto del palcoscenico che più si avvicina al pubblico ma dal quale quale si può cadere con più facilità.

E' stato difficile trovare gli artisti giusti per questi ruoli? 

Non è stato per nulla semplice, lo ammetto, trovare gli artisti giusti per questo spettacolo. Ci sono continui riferimenti al vissuto di Renato, Loredana e Mia, i temi affrontati sono molto intensi e avevo bisogno di artisti dotati di grande spessore interpretativo. Li ho trovati. I ragazzi dell’attuale formazione di Musical Mood Company sono straordinari e hanno un cuore grande così! Sottolineo però, che li ho scelti per il loro talento e la loro capacità comunicativa, ma non ho assolutamente tenuto conto della somiglianza con Zero, Bertè e Martini. Nè dal punto di vista fisico, né dal punto di vista vocale. I timbri di questi tre grandi nomi sono unici, non possono essere riprodotti o simulati. Le voci che il pubblico ascolta in Civico 7 sono differenti, originali ed emozionanti a modo loro.


Quali brani sono stati scelti per lo spettacolo? Tutti conosciuti o anche quelli meno famosi? 

I fan di Mimì, Renato e Loredana credo che rimarranno molto contenti della scelta musicale. All’interno dello spettacolo sono presenti le immancabili canzoni conosciute dal pubblico italiano, ovviamente. Ma non solo. Ci sono alucini brani considerati di nicchia che sicuramente gli amanti del genere ricorderanno. Di Mimì cito “Questi miei pensieri”, “Un altro atlantico”. Di Loredana posso citare “Una”. Di Renato posso prendere come esempio “In questo misero show” e “Artisti”. Ma questi sono solo alcuni esempi. Per scoprire il resto bisogna venire a teatro.

Hai scelto 3 grandi interpreti della canzone italiana: Mia Martini, Loredana Bertè e Renato Zero. Pensi che al giorno d'oggi ci siano artisti che possano eguagliare questi grandi personaggi? 


Questa domanda è difficilissima! Mia Martini, Renato Zero e Loredana Bertè sono artisti così vicini e così lontani tra loro che già questo li rende unici ai miei occhi. E credo rimarranno unici per sempre. Se mi guardo attorno comprendo sicuramente che la musica è cambiata, il mercato discografico idem. L’avvento dei talent ha un po' compromesso la nascita di artisti provenienti dalla gavetta vera, quella fatta di serate, pianobar, nottate a scrivere brani con il solo ausilio di una chitarra e un foglio di carta. Non demonizzo i talent, attenzone. Anzi. Credo che qualsiasi mezzo utile per premiare e valorizzare il talento sia da elogiare. Però, credo che per essere gli eredi di Mimì, Loredana e Renato bisogna farsi le ossa in altro modo.

Tu sei regista e coreografo. Quali elementi mette in risalto la tua regia e che tipo di coreografie hai preparato? 


Sono regista e coreografo, esatto. E questo crea sempre un po' di confusione perché essere credibili in entrambi i ruoli non è semplice. Nel mondo del teatro musicale siamo veramente pochi ad essere definiti sia registi che coreografi, ma potersi esprimere con entrambi gli strumenti, a parer mio, da una soddisfazione unica. Il mio modo di fare regia e coreografia è differente da ciò che si vede in Italia. Janine Molinari, regista e coreografa di Broadway che ho avuto l’onore di conoscere lo scorso anno, ha definito il mio modo di lavorare molto vicino a ciò che fa lei, a ciò che vede a New York. Per me non esiste “il canto da musical”, è una frase che mi fa inorridire. Spesso premio timbriche che in Italia scarterebbero a priopri, perché credo molto nella rivisitazione. Nella danza mi esprimo al meglio nel Modern ma adoro contaminare e fondere gli stili. Per me Danza, Canto e Recitazione devono fondersi completamente in uno spettacolo. E spesso la danza viene vista come la cenerentola delle discipline nel Musical. Ma perché? È fondamentale. É una forma di comunicazione straordinaria alla quale do molto spazio, come elemento che amplifica ed introspettizza i contenuti drammaturgici. La regia e le coreografie di Civico7 le definisco empatiche ed emotive. Mi sono messo dalla parte dello spettatore, ho guardato dentro ad ogni singolo personaggio, ho preso per mano i miei artisti e insieme, sono certo, raggiungeremo il cuore del pubblico.


Invita il pubblico a venire a vedere lo spettacolo. 

“Civico7 – il Musical” non è un tributo, non è uno spettacolo che ripercorre il vissuto di Mia Martini, Renato Zero e Loredana Bertè. Nel caso di Mimì ci ha già pensato la Rai con il film “Io sono Mia”, con la meravigliosa Serena Rossi, che ho adorato follemente e che mi ha commosso davvero. Civico7 è un inedito nel quale lo spettatore ritroverà dettagli, aneddoti e particolari riconducibili alla storia, alle carriere agli animi di questi tre grandi Artisti. Ti faccio alcuni esempi. La protagonista della storia si chiama Valsinha, che è il titolo di una canzone di Mimì. Un momento importante all’interno delle vicende è il momento del “Full Circle”, nel quale verranno fuori alcuni scheletri nell’armadio e “Full Circle” è proprio il titolo di un brano di Loredana. La storia si apre con una data (20 settembre), che è la data di nascita delle sorelle Bertè. E tante altre cose. Non posso dire tutto! Una cosa è certa: gli spettatori devono aspettarsi lacrime e risate. Quindi… vi aspetto, con tutto l’amore che c’è!

Per tutte le date 
www.musicalmoodcompany.com 

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