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Trani Teatro Clown. L'Intervista al direttore artistico Santo Nicito.

  E' stata una prima edizione di grande successo quella del Trani Teatro Clown Festival Internazionale che dal 6 all'11 luglio ha rallegrato la città di Trani con spettacoli, incontri, laboratori e workshop tutti incentrati sulla figura del Clown. Tantissimi i partecipanti per un'edizione che ha rappresentato solo l'inizio di una nuova avventura che continuerà anche d'inverno nella bellissima città pugliese. Abbiamo intervistato Santo Nicito direttore artistico della Rassegna.       E' terminato da poco il Trani Teatro Clown qual è il bilancio di questa esperienza? Assolutamente positiva! I numeri sono dalla nostra parte, questo dimostra che l’offerta messa in campo ha   suscitato curiosità e interesse. Questa prima edizione del Trani Teatro Clown Festival Internazionale è stata la realizzazione di un sogno. Un vero miracolo! Abbiamo gettato le basi per quello che già da settembre, per la seconda edizione, speriamo e vogliamo sia un progetto molto più

PANDEMIC TALES Reazioni Artistiche di Allievi in trincea

Questo tempo non passerà invano. Inseguendo questo desiderio, l’Accademia Stap Brancaccio ha concepito un progetto che fosse al contempo la traccia che questo tempo c’è stato e la prova del desiderio degli artisti di estrarre da ogni cronaca la più profonda narrazione dell’umano. Pandemic Tales, ideato da Lorenzo Gioielli, Virginia Franchi e Rossella Marchi, è un festival perché tale è la sua forma naturale. Dall’1 al 5 luglio 2020 sul canale YouTube dell’Accademia Stap Brancaccio a orari prefissati, si potrà assistere agli oggetti artistici di e con gli Allievi dell’Accademia Stap Brancaccio e gli artisti docenti dell’Accademia stessa. 

La Stap Brancaccio non è soltanto un’Accademia di recitazione triennale. È una comunità e in quanto tale era un diritto/dovere non disperdere ciò che si sta producendo in questo periodo, non spezzare la sottile linea rossa dei significati perseguiti, non abbandonare gli ideali di libertà, rigore, profondità e leggerezza che è l’unico credo laico dell’Accademia.

Grazie alla visione della direzione artistica e all’apporto appassionato di tutti i docenti, l’idea di formazione si è piegata ed espansa acquisendo le coordinate di un nuovo strumento formativo come lo streaming in rete, constatandone le peculiarità e adattandosi a esso, non cercando di distorcerlo ma utilizzando le sue potenzialità, fino a quel momento, sconosciute. E gli Allievi hanno reagito, che è quello che gli artisti fanno, sicuramente agevolati dalla vocazione registica, drammaturgica, oltre che recitativa, dell’Accademia.

Pandemic Tales è il festival delle ibridizzazioni che abbiamo prodotto in tre mesi e mezzo di lavoro, un lavoro che abbiamo condotto in modo da essere contagiati, è il caso di dirlo, dal presente.

Non ci saremmo riusciti senza quattro ingredienti fondamentali: la dedizione di artisti docenti come Alberto Bellandi, Annalisa Canfora, Marco Cavalcoli, Rozenn Corbel, Marco D’Amelio, Katia Ippaso, Virginia Franchi, Valerio Malorni, Daniele Prato, Francesco Sala, Dino Scuderi, la direzione artistica di Lorenzo Gioielli, la direzione organizzativa di Rossella Marchi e le Allieve e gli Allievi, il vero e unico bene di ogni Accademia.

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