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Trani Teatro Clown. L'Intervista al direttore artistico Santo Nicito.

  E' stata una prima edizione di grande successo quella del Trani Teatro Clown Festival Internazionale che dal 6 all'11 luglio ha rallegrato la città di Trani con spettacoli, incontri, laboratori e workshop tutti incentrati sulla figura del Clown. Tantissimi i partecipanti per un'edizione che ha rappresentato solo l'inizio di una nuova avventura che continuerà anche d'inverno nella bellissima città pugliese. Abbiamo intervistato Santo Nicito direttore artistico della Rassegna.       E' terminato da poco il Trani Teatro Clown qual è il bilancio di questa esperienza? Assolutamente positiva! I numeri sono dalla nostra parte, questo dimostra che l’offerta messa in campo ha   suscitato curiosità e interesse. Questa prima edizione del Trani Teatro Clown Festival Internazionale è stata la realizzazione di un sogno. Un vero miracolo! Abbiamo gettato le basi per quello che già da settembre, per la seconda edizione, speriamo e vogliamo sia un progetto molto più

HO PERSO IL FILO - Angela Finocchiaro al Teatro Manzoni di Milano

Foto Paolo Galletta

Dal 21 novembre all’8 dicembre 2019
Feriali e 7 dicembre ore 20,45 - domenica ore 15,30
TEATRO MANZONI MILANO

AGIDI presenta
ANGELA FINOCCHIARO
in

HO PERSO IL FILO

soggetto di ANGELA FINOCCHIARO, WALTER FONTANA, CRISTINA PEZZOLI
testo di WALTER FONTANA

con le Creature del Labirinto:
ALIS BIANCA, GIACOMO BUFFONI, ALESSANDRO LA ROSA,
ANTONIO LOLLO, FILIPPO PIERONI, ALESSIO SPIRITO

coreografie originali di HERVÉ KOUBIassistito da FAYÇAL HAMLAT

scene di GIACOMO ANDRICO
luci di VALERIO ALFIERI
costumi di MANUELA STUCCHI


regia di CRISTINA PEZZOLI


Una commedia, una danza, un gioco, una festa, questo è HO PERSO IL FILO.

In scena un’Angela Finocchiaro inedita, che si mette alla prova in modo sorprendente con linguaggi espressivi mai affrontati prima, per raccontarci con la sua stralunata comicità e ironia un’avventura straordinaria, emozionante e divertente al tempo stesso: quella di un’eroina pasticciona e anticonvenzionale che parte per un viaggio, si perde, tentenna ma poi combatte fino all’ultimo il suo spaventoso Minotauro.

Angela si presenta in scena come un’attrice stufa dei soliti ruoli: oggi sarà Teseo, il mitico eroe che si infila nei meandri del Labirinto per combattere il terribile Minotauro. Affida agli spettatori un gomitolo enorme da cui dipende la sua vita e parte.

Una volta entrata nel Labirinto, però, niente va come previsto. Viene assalita da strane Creature, un misto tra acrobati, danzatori e spiriti dispettosi, che la circondano, la disarmano, la frullano come fosse un frappè, e soprattutto tagliano il filo che le assicurava la via del ritorno.

Disorientata, isolata, impaurita, Angela scopre di essere finita in un luogo magico ed eccentrico, un Labirinto, che si esprime con scritte e disegni: ora che ha perso il filo, il Labirinto le lancia un gioco, allegro e crudele per farglielo ritrovare.

Passo dopo passo, una tappa dopo l’altra, superando trabocchetti e prove di coraggio, con il pericolo incombente di un Minotauro affamato di carne umana, Angela viene costretta a svelare ansie, paure, ipocrisie che sono sue come del mondo di oggi e a riscoprire il senso di parole come coraggio e altruismo. Alla sua maniera naturalmente, come quando - di fronte ai ragazzi ateniesi che la implorano di salvarli dal Mostro che li sta già sgranocchiando - promette firme e impegno sui social; o come quando è sottoposta a una sfida paradossale dal vero Teseo, sceso di corsa dalle vette del mito, indignato perché la sua interprete difetta delle necessarie qualità eroiche.

Lo spettacolo vive del rapporto tra le parole comiche di un personaggio contemporaneo e la fisicità acrobatica, primitiva, arcaica delle Creature del Labirinto che agiscono, danzano, lottano con Angela provocandola come una gang di ragazzi di strada imprevedibili, spietati e seducenti.

Il Labirinto è un simbolo antico di nascita - morte - rinascita. Anche Angela, dopo aver toccato il fondo, riuscirà a ritrovare il filo e con esso la forza per affrontare il Minotauro in un finale inatteso che si trasforma in una festa collettiva coinvolgente e liberatoria.

Si ride, ci si emoziona, si gode uno spettacolo che si avvale di più linguaggi espressivi grazie agli straordinari danzatori guidati dall’inventiva di Hervé Koubi, uno dei più talentuosi e affermati coreografi sulla scena internazionale e naturalmente alla capacità comica di Angela Finocchiaro di raccontare un personaggio che è molto personale e allo stesso tempo vicino al cuore di molti.



HANNO SCRITTO

È uno spettacolo trascinante e di forte spessore artistico Ho perso il filo.
Oltre alla bravura di Angela Finocchiaro, lo spettacolo si basa sul contributo di un validissimo gruppo di ballerini-atleti che compongono le “Creature del Labirinto”. Alla fine per tutti l’ovazione del pubblico.
Ansa.it

Angela Finocchiaro si conferma ancora una volta una monologhista brillante e capace, ma soprattutto qui si svela in una veste profonda, a dimostrazione che il riso è sempre stratificato comunque su qualcosa di riflessivo.
Erika Di Bennardo, Teatro.it

Difficile credere che Angela Finocchiaro possa dire Ho perso il filo. Il filo del buonumore, naturalmente. Troppo diretto, stralunato e inconfondibile il suo stile, troppo immediatamente riconoscibile il suo talento. E allora anche uno spettacolo originale proprio come il suo nuovo Ho perso il filo, nato dalla contaminazione di linguaggi inusuali alla comicità, si tramuta per l’attrice milanese in un legame a filo doppio con la platea. Fatto di una salda complicità costruita nel tempo e di un forte desiderio di sorridere smontando ansie, paure e ipocrisie del mondo di oggi.
Giulia Grondona, Teatrodigitale.com



BIGLIETTI:
da martedì a venerdì
Poltronissima Prestige € 35,00 - Poltronissima € 32,00 - Poltrona € 23,00
Poltronissima under 26 € 15,50
Sabato e domenica
Poltronissima Prestige € 39,00 - Poltronissima € 35,00 - Poltrona € 25,00
Poltronissima under 26 € 17,50

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