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Audizioni e debutto del nuovo musical "La leggenda di Belle e la Bestia"

  Debutto 18 e 19 Dicembre 2021 -  Teatro Sociale di Mantova In tournée 2021/2022   TESTI di Luca Cattaneo MUSICHE di Enrico Galimberti REGIA di Luca Cattaneo e Dario Belardi COREOGRAFIE di Angelo Di Figlia     LU.DA Produzioni S.r.l. , società che nasce dopo un’esperienza decennale come Associazione Culturale nel settore dell’organizzazione, produzione e distribuzione di spettacoli, ricerca il corpo di ballo per la nuova produzione del musical La leggenda di Belle e la Bestia che debutterà in prima nazionale al Teatro Sociale di Mantova il 18 e 19 dicembre 2021 Le audizioni si terranno Domenica 12 Settembre 2021 presso la scuola Area Dance di Milano. È prevista una tournée nazionale per la stagione teatrale 2021/2022, che toccherà le principali città italiane. Si cercano 7 ballerini, 3 donne e 4 uomini per formare l’ensemble del nuovo musical.   Periodo di prove: dal 16 NOVEMBRE 2021 al 13 DICEMBRE 2021. Periodo di repliche: da DICEMBRE 2021 a MAGGIO 202

Riccardo Muti dirige l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini

Foto Todd Rosenberg

A un anno dalla sua ultima acclamatissima presenza, torna martedì 28 maggio alle 20 sul podio del Maggio Fiorentino per l’82° edizione del Festival Musicale, il maestro Riccardo Muti per proporre una partitura del Settecento napoletano - a lui tanto caro - e che egli stesso ha sottratta all’oblio. A capo dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, da lui fondata, e il Coro della Radio Bavarese dirige la Missa defunctorum per soli, coro e orchestra di Giuseppe Paisiello (maestro del coro Stellario Fagone). Con il maestro Muti, i solisti Benedetta Torre e Giovanni Sala, entrambi formatisi alla Riccardo Muti Opera Academy, l’affermatissima Daniela Barcellona e il talentuoso Gianluca Buratto.

Operista tra i più noti e acclamati della seconda metà del Settecento ed esponente di spicco di quella scuola napoletana che sarà il punto di riferimento per i più valenti musicisti dell’epoca, Giovanni Paisiello primeggia con la sua musica nelle maggiori corti europee, da Napoli a Vienna, da Parigi a San Pietroburgo. Dopo aver girato l’Europa in lungo e in largo, si stabilisce definitivamente a Napoli dove assume l’incarico di direttore del Conservatorio di San Pietro a Majella. Autore prolifico non solo in campo teatrale, Paisiello ha lasciato anche un corpus notevole di musica strumentale e musica sacra, tra messe, mottetti e cantate. La Missa defunctorum viene composta in origine nel 1789 per omaggiare alcuni esponenti di casa Borbone decimati dal vaiolo, ma dieci anni più tardi viene rielaborata e ampliata in occasione delle solenni celebrazioni di suffragio promosse da Ferdinando IV di Borbone per la morte di Papa Pio VI, convinto antirivoluzionario morto in esilio in Francia nell’agosto del 1799.

In quel periodo Napoli è agitata da forti tensioni politiche. La rivolta che ha dato vita alla breve esperienza della Repubblica napoletana ha costretto Ferdinando IV a un esilio forzato a Palermo; ma una volta rientrato nella sua città, il re si mostra intenzionato più che mai a ristabilire lo status quo attraverso una politica coercitiva. Sotto la scure delle punizioni borboniche cade anche il maestro di cappella Paisiello, che viene rimosso da tutti gli incarichi di corte perché reo di non aver seguito il sovrano in esilio e di aver partecipato, invece, all’esperienza repubblicana. Al musicista ostracizzato non resta dunque che tentare di riabilitarsi agli occhi del re con i mezzi a sua disposizione e che meglio conosce, dedicando una nuova versione più ampia e solenne del Requiem del 1789 a Papa Pio VI da poco defunto.

Rispetto alla prima versione, la messa del 1799 si arricchisce di una Sinfonia d’apertura, tragica e austera nella tonalità di do minore, e di quattro Responsorii prima del finale. Come racconta il maestro Riccardo Muti - finissimo interprete e studioso dell’opere di Paisiello, - “l’incipit della Sinfonia è la manifestazione del dolore attraverso la musica che si muove al lugubre passo di una marcia funebre nei paesi dell’Italia del sud”. Ciò che segue è una narrazione sospesa tra dolore e tenerezza, dove la scrittura orchestrale si fa leggera per accompagnare quasi in punta di piedi le voci del doppio coro e dei quattro solisti. Nell’alternanza continua di chiaro-scuri, la bellezza della musica di Paisiello riluce tanto nei passaggi di estrema semplicità, dove poche note e semplicissimi accordi sostengono la parola, quanto nelle sezioni più articolate che ricordano il ricco e sontuoso contesto artistico entro cui ascrivere questa gemma musicale del Settecento napoletano.
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Giovanni Paisiello
Missa defunctorum
per soli, 2 cori e orchestra
Edizione critica a cura di Tarcisio Balbo; Ut Orpheus Edizioni, Bologna
Sinfonia / Quale funus / Introitus / Kyrie / Gradualis / Tractus / Sequentia /
Offertorium / Deus benigne et clemens / Sanctus / Benedictus / Agnus Dei /
Communio / Responsorio I / Responsorio II / Responsorio III /
Responsorio IV / Libera me

Direttore Riccardo Muti
Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Coro della Radio Bavarese
Maestro del Coro Stellario Fagone

Solisti
Soprano Benedetta Torre - Contralto Daniela Barcellona - Tenore Giovanni Sala
Basso Gianluca Buratto

Solisti del Coro della Radio Bavarese:

Soprano solo coro I Barbara Fleckenstein
Soprano solo coro II Simona Brüninghausin
Contralto solo coro I (Kyrie) Ruth Volpert
Contralto solo coro I (Deus benigne, Benedictus, Communio) Hanne Weber
Tenore solo Andreas Hirtreiter
Basso solo I Timo Janzen - Basso solo II Wolfgang Klose - Basso solo III Andreas Burkhart

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