"IDILLIO E PARODIA" A CURA DELLA CAMERA MUSICALE ROMANA

08:08





DOMENICA 26 MAGGIO ORE 19:00

Idillio e Parodia” *
Omaggio a Jacques Offenbach nel 200mo anniversario della nascita
Musiche di J. Offenbach, G. Rossini, e altri

Marcella Orsatti Talamanca, soprano

Il Gioco delle Parti, ensemble vocale

Alessandro d’Agostini, direzione e pianoforte


Ingresso / Ticket € 15,00 - ridotto) € 8,00 ( riservato ai soci, ai minori di anni 18, agli over 65 e agli studenti universitari e di conservatorio purché muniti di libretto)
Convenzioni aperte con l'Associazione Info. Roma, La chiave del violino e l'Accademia Musicale Sherazade

Servizio gratuito di prenotazione ( vivamente consigliata)

CONVENTO S. XII APOSTOLI - SALA dell’IMMACOLATA
Via del Vaccaro, 9 - angolo p.za Ss. Apostoli Roma

info e prenotazioni:
cameramusicaleromana@gmail.com
www.cameramusicaleromana.it
Tel.: + 39 3334571245

Note al programma:
Offenbach fu l'uomo delle contraddizioni: vissuto nell'epoca di Napoleone III, quando mentre a Parigi infuria il can-can a Solferino si compie un massacro, Offenbach fu specchio fedele dell'epoca spregiudicata, spensierata e ad un tempo profondamente infelice in cui visse.

Autore (noto ma non troppo) di una sterminata serie di operette, egli guardò con occhio critico e cinico alla realtà circostante, alle piccolezze del Secondo Impero, trascinando nelle proprie trame figure pubbliche o tipi quotidiani, rielaborando trame note (una tra tutte, quella polverosa dell'"Orfeo ed Euridice" di Gluck che diviene il brillante "Orfeo all'Inferno"), perfino parodiando melodie famose e in voga, ma iscrivendole abilmente in un atmosfera spesso agrodolce e ambigua. Idillio e parodia, appunto.

Di questo autore così singolare, verranno presentati cori ed arie tratti dalle sue opere, di rarissimo ascolto, ma di sicuro fascino: attraverso queste pagine si potrà apprezzare l'acuta operazione critica che Offenbach compie. Attingendo al mito, egli lo stempera ironicamente in una quotidianità tutta borghese, in cui l'eroe diventa comicamente umano e tragicamente meschino: la "bella Elena" si lamenta delle disattenzioni del marito Menelao, Euridice compiange la propria relazione di coppia ormai deteriorata con Orfeo. Offenbach delinea così quelli che sono i "moventi" di una società ormai svuotata di valori fondanti: le donne, il vino, il canto. Perfino le "cospirazioni", siano esse di dei (come nell'"Orfeo") sia di uomini (come in "Bataclan"), fanno ridere per la loro inconsistenza. Ma fanno anche pensare, per la forte vicinanza con la nostra epoca...

Sarà forse, finalmente, giunto il momento per apprezzare compiutamente il genio di Offenbach?








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