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NASCE L' ASSOCIAZIONE STEFANO D'ORAZIO

                                                           Ad un anno dalla scomparsa di uno dei più amati artisti italiani   NASCE L’ASSOCIAZIONE STEFANO D’ORAZIO   UN PROGETTO RIVOLTO A GIOVANI ARTISTI DI TALENTO   «Vorrei poter contribuire ad accendere degli entusiasmi e delle attenzioni verso qualcuno che meriti una storia di successo fortunata come la mia» Stefano D’Orazio     Ad un anno dalla scomparsa di un grande artista, che insieme ai Pooh ha fatto la storia della musica italiana nasce l’Associazione Stefano D’Orazio, un progetto rivolto a giovani artisti di talento. Lo scopo dell’Associazione è quello costituire un polo di eccellenza nel settore artistico-musicale-imprenditoriale, un’accademia di alta formazione professionale ed imprenditoriale per giovani artisti, quale strumento di integrazione sociale e culturale, con potenziale innovativo e di crescita per il sistema economico, occupazionale e sociale. Associazione Stefano D’Orazio si pone come obiettivo quello di organi

“39 scalini”: Hitchcok in salsa Fregoli. Quattro trasformisti da cardiopalma.





Fuoriclasse lo sono di certo. Al Martinitt arrivano quattro incredibili artisti per ben 39 ruoli. Un vero e proprio spettacolo, veloce e incalzante, solo apparentemente improvvisato. A lungo protagonista a Broadway, un classico dello spionaggio riadattato al teatro e raccontato con il linguaggio universale della gestualità e della mimica. In scena dal 4 al 21 aprile.

39 ruoli, non solo umani, e 16 cambi di scena per un quartetto dall’esplosivo talento trasformista. Tratto dal giallo “Il Club dei 39” di Alfred Hitchcock del 1935 (a sua volta ispiratosi al romanzo di John Buchan del 1915), e riscritto per il teatro, il testo ha debuttato con straordinario successo a Londra nel 2006, ha calcato le scene internazionali e ha dominato ininterrottamente Broadway per 5 anni. Premesse di tutto rispetto che il cast italiano non ha per nulla tradito, anzi. La performance dei quattro è davvero incredibile, da batticuore e non certo per la trama thriller. Tra costumi, smorfie, gesti e sonorità danno vita a un concitato viaggio di fantasia, dove non sono solo le persone ma anche gli oggetti a trasformarsi. Una sorta di metateatro, dove toni noir, performance circensi e contagiosa comicità a dispetto della trama seria si mescolano in uno show senza pari. Una spy story severa eppure demenziale, tutta in corsa.

39 SCALINI Categoria Fuoriclasse

di John Buchan, adattato da Patrick Barlow e diretto da Leonardo Buttaroni. Con Alessandro Di Somma (clown), Diego Migeni (clown), Yaser Mohamed (clown), Marco Zordan (Hannay). Produzione AB Management.

Una pièce alla Fregoli: solo 4 attori, abili trasformisti, per ben 40 personaggi. Un quartetto affiatato -e come potrebbe funzionare altrimenti?- interpreta, anche contemporaneamente, buoni, cattivi, uomini, donne e persino oggetti inanimati. Un racconto serrato, incalzante e velocissimo, dalle pennellate noir, che si ispira alla pellicola girata nel 1935 dal maestro del brivido Hitchcock. Gli ingredienti tipici del grande Alfred ci sono tutti: l’umorismo graffiante, l’alta tensione e la suspense. E poi intrighi, gag esilaranti, colpi di scena e citazioni cinematografiche…
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Info e prenotazioni:

TEATRO/CINEMA MARTINITT

Via Pitteri 58, Milano - Tel. 02 36.58.00.10 - Parcheggio gratuito.

Orario spettacoli giovedì-sabato ore 21, domenica ore 18. Il sabato anche alle 17.30.

Biglietteria: lunedì 17.30-20, martedì-sabato 10-20, domenica 14-20. Ingresso: 24 euro spettacoli Fuoriclasse, 26 euro spettacoli Campioni. Abbonamenti a partire da 62 euro.

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