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NERIUM PARK

Foto Vincenzo Antonucci


NERIUM PARK

di Josep Maria Miró
Traduzione di Angelo Savelli
Regia Mario Gelardi

Con Chiara Baffi e Alessandro Palladino
Musiche Tommy Grieco, Costumi Alessandra Gaudioso, Scene Michele Lubrano Lavadera
Luci Alessandro Messina, Aiuto Regia Davide Meraviglia, Foto Di Scena Vincenzo Antonucci
Grafica Luca Mercogliano, Organizzazione Roberta De Pasquale e Chiara Pastore
Ufficio Stampa Milena Cozzolino e Antonella D’arco
Produzione Nuovo Teatro Sanità

Dopo il successo de “Il principio di Archimede” arriva in scena allo Spazio Diamante una seconda opera del drammaturgo catalano Josep Maria Mirò, “Nerium Park”. Il titolo richiama l’ambientazione della storia, che si svolge in uno di quei complessi abitativi che sorgono appena fuori città, circondati spesso da alti oleandri. 




Qui, una giovane coppia, Bruno e Marta, decide di acquistare, con mutuo trentennale, un prestigioso appartamento di nuova costruzione, che appare come un’oasi di felicità immersa tra i nerium, un arbusto con foglie sempreverdi lisce e larghe; produce fiori rosa o bianchi molto abbondanti e aromatici. La coppia è in un momento professionale e personale particolarmente fiorente, in cui tutto sembra procedere al meglio e la novità della casa non può che rafforzare il loro legame.

Col passare dei mesi, però, i due si accorgono di essere gli unici abitanti del parco, nascosto all’ombra di quel fiore, che ora non appare più così incantevole, ma quasi ossessivo. Lo spettacolo racconta dodici mesi della vita della coppia, in cui i due non hanno modo di liberarsi di quella casa che nessuno vuole più. Intanto Bruno viene licenziato, il che rende i rapporti della coppia sempre più tesi. A creare una maggiore distanza è l’irruzione di una strana presenza, che alberga nel caseggiato abbandonato, come una sorta di fantasma della coscienza. Lo strano individuo ossessiona la vita di Bruno e Marta, facendo emergere tra loro profonde discrepanze emotive. Quella che sembrava una storia d’amore, allietata anche dalla notizia dell’arrivo di un figlio, si trasforma così in un crescendo di tensioni e suspense.

C’è di più: “Il Nerium Oleander è tossico per il suo contenuto di glicosidi cardiotossici”. Dunque quello che all’inizio sembrava un invito accogliente, una promessa di felicità che conduceva verso la nuova abitazione diventa un’erba infestante, che toglie aria e luce, forse anche serenità.

Note di regia

Ho lavorato sull’attesa. L'attesa che la vita cambi, che la persona amata torni a casa, l'attesa di un lavoro. L’attesa regina: quella di un figlio. 12 mesi e dodici inizi, come quadri e spaccati di vita. Una vita che comincia sempre lontana dagli occhi dello spettatore, che in questo caso più che mai è un intruso. 


Ho immaginato un ambiente che da elegantemente essenziale diventa freddo e ostile, un interno che perde bellezza, a mano a mano che i suoi abitanti perdono l'amore. Quello che emerge dal testo e che ho cercato di trasporre in scena è la progressiva perdita di intimità, che corrisponde a un affondo sempre più diretto del pubblico nella vita privata della coppia. In fondo accade sempre così: quando due persone si allontanano c’è sempre qualcuno che assiste alla cosa, più o meno volontariamente. 

C’è sempre un vicino di casa che ascolta parole dolorose nascosto dietro il muro dell’appartamento accanto o che vede ciò che non dovrebbe con una fugace occhiata dalla finestra di fronte. Nel caso di Bruno e Marta non ci sono vicini. Sono da soli in quel grande caseggiato, isolati. Questa condizione d’isolamento amplifica l’idea di un privato nel quale il pubblico affonda lo sguardo, come se la scena fosse un enorme buco della serratura. Il mondo resta fuori il bellissimo appartamento di Marta e Bruno. Appartamento che diventa tutto il mondo per loro. Un mondo dai contorni inquietanti, a tratti neri come un thriller. Velenosi come il nerium.

Mario Gelardi 

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Josep Maria Miró è autore e regista teatrale catalano, di fama internazionale. Ha ricevuto oltre una dozzina di premi per i suoi testi teatrali, in particolare il prestigioso Premio Born nel 2009 e 2011. I suoi testi sono stati tradotti in quindici lingue e prodotti in molti paesi, tra cui Argentina, Messico, Regno Unito, Francia, Italia, Stati Uniti, Cipro, Grecia, Germania, Russia, Croazia, Brasile, Uruguay, Porto Rico. Dalla stagione 2013-14 è membro del Comitato di lettura del Teatro Nazionale della Catalogna (TNC). Il suo Nerium Park è stato tradotto da Angelo Savelli, ed è presentato in Italia dal Nuovo Teatro Sanità in anteprima assoluta.


SPAZIO DIAMANTE / 21-24 MARZO

da giovedì a sabato ore 21, domenica ore 17
Via Prenestina 230B tel:+390627858101 - info@spaziodiamante.it
Prezzo 18€


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