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#NOISIAMOPRONTI - ACCADEMIA UCRAINA DI BALLETTO

                              ACCADEMIA UCRAINA DI BALLETTO Presenta #NOISIAMOPRONTI   Video girato al Teatro Arcimboldi di Milano Gli allievi di Accademia Ucraina di Balletto di Milano, in questo nuovo confinamento, sono stati accolti, come una grande famiglia, nel convitto, ampliato per l’occasione, della sede presso l’Istituto delle Marcelline di via Quadronno: come nei collegi tradizionali, i danzatori sono da qualche tempo isolati dal mondo esterno e studiano, senza mai tornare a casa, nemmeno durante i weekend. Grazie a questi provvedimenti, dopo il grande successo del video della danza con la maglietta da calcio, “DANZA E SPETTACOLO: UN COSTUME DI SCENA PER ESSERE VISIBILI”, girato quasi un anno fa, diventato virale sui social e trasmesso anche su alcune reti principali, grazie alla volontà della Direttrice Caterina Calvino Prina ed ai loro insegnanti, hanno potuto girare un nuovo video, che vuole essere un messaggio di rinascita per il settore dello spettacolo dal vivo. Accade

LA PARTITELLA - CARMINE BUSCHINI ALLA SALA UMBERTO


FRANCESCO E VIRGINIA BELLOMO 
PRESENTANO

LA PARTITELLA

DI GIUSEPPE MANFRIDI

CARMINE BUSCHINI NEL RUOLO DI ENRICO


E CON IN ORDINE ALFABETICO

SHARON ALESSANDRI (PIA), DAMIANO ANGELUCCI (ALEX)

SARA BACCARINI (GIANNA), CHIARA BUONVICINO (RITA)

MARIAVITTORIA COZZELLA (NADIA), NOEMI ESPOSITO (LA RUVIDA)

DANIELE GATTI (OSVALDO), CARMINE GIANGREGORIO (RASHID)

TEO GUARINI (ANDREA), FEDERICO INGANNI MACIOCI

VANESSA INNOCENTI (MELANIA), DANIELE LOCCI (MASSIMILIANO)

MARTINA MAIUCCHI (MARA), NICOLÒ MILILLI (GIUSSANI)

ELIO MUSACCHIO (STEFANO), LORENZO PARROTTO (FURIO)

CHIARA TRON (SISSI), GIULIA ZADRA (FLAVIA)



DIREZIONE GENERALE MASSIMO VULCANO
SCENOGRAFIE CARLO DEMARINO MUSICHE ANTONIO DIPOFI


REGIA FRANCESCO BELLOMO

PRODUZIONE ISOLA TROVATA

29 MARZO – 15 APRILE 2018

Carmine Buschini, il personaggio principale della serie televisiva “Braccialetti Rossi” si cimenta ad altri 18 giovani nella splendida Commedia di Giuseppe Manfridi

In quel bizzarro assemblaggio umano che costituisce il microcosmo della ‘partitella’ di calcio non è infrequente ritrovare gomito a gomito il laureato con l‘analfabeta, il quindicenne con il trentenne, l’incontro tra i più diversi strati sociali e tra le più distanti fisionomie culturali. Mescolanza riverberata nelle arlecchinesche tenute da gioco, sperando possano armonizzarsi in una concordata uniformità. I ragazzi si muovono nella illusoria speranza di resistere ai colpi del mondo, a quello spazio temporale, che dovrà spingere il gruppo ad affrontare un domani di fronte al quale anche gli adulti più attrezzati si trovano spiazzati e impreparati. Forse erano anche questi i motivi per cui Pasolini, ottimo calciatore, trovava nell’idea stessa della “Partitella” di cui era appassionato sostenitore e frequente protagonista, tratti di struggente, infantile e malinconica poesia.

NOTE DELL’AUTORE

Uno sterrato ai piedi di una scarpata su cui passa un cavalcavia.

Sul terriccio grumoso, due linee di gesso bianche. Si tratta del ‘corner' di un campetto di calcio presso cui, sin dalle prime ore dell'alba, affluiscono vari ragazzi e ragazze che, disertando la scuola, si sono dati appuntamento lì per una partitella di cui gli uni saranno protagonisti e le altre spettatrici. La situazione è tale da consentire un intreccio di racconti. Piccoli grandi amori... ansie di crescita... sogni di trionfi futuri... progetti matrimoniali... e quant'altro ancora può immaginarsi come alimento fantastico di quell'ineffabile età di passaggio che è possibile individuare nel valico tra l'ultimo anno di scuola e il primo di università, o di lavoro.

L'età delle prime 'chances', delle grandi attese, del futuro che incombe.

Il secondo atto della commedia racconta un'altra partitella giocata in quello stesso campo e dagli stessi ragazzi ma un anno prima della precedente. In questo montaggio 'a ritroso' sarà dato di ricomporre i disegni imperscrutabili del destino che, si scoprirà, ha giocato, come spesso avviene, con le vite di quei ragazzi decidendone a suo piacimento e in ossequio a un'apparente casualità di cui non ha senso, qui, anticipare nulla.

Giuseppe Manfridi
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Da martedì a sabato ore 21, mercoledì e sabato ore 17, domenica ore 17

Dal 1 al 4 aprile non c’è spettacolo

Prezzi da 24 a 34€ 

SALA UMBERTO

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