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Trani Teatro Clown. L'Intervista al direttore artistico Santo Nicito.

  E' stata una prima edizione di grande successo quella del Trani Teatro Clown Festival Internazionale che dal 6 all'11 luglio ha rallegrato la città di Trani con spettacoli, incontri, laboratori e workshop tutti incentrati sulla figura del Clown. Tantissimi i partecipanti per un'edizione che ha rappresentato solo l'inizio di una nuova avventura che continuerà anche d'inverno nella bellissima città pugliese. Abbiamo intervistato Santo Nicito direttore artistico della Rassegna.       E' terminato da poco il Trani Teatro Clown qual è il bilancio di questa esperienza? Assolutamente positiva! I numeri sono dalla nostra parte, questo dimostra che l’offerta messa in campo ha   suscitato curiosità e interesse. Questa prima edizione del Trani Teatro Clown Festival Internazionale è stata la realizzazione di un sogno. Un vero miracolo! Abbiamo gettato le basi per quello che già da settembre, per la seconda edizione, speriamo e vogliamo sia un progetto molto più

Domani mi alzo presto


Domani mi alzo presto

Una promessa da fare ogni sera e da disattendere ogni mattina

Il Teatro Kopó Brindisi e Amor Vacui presentano Domani mi alzo presto, testo originale di Amor Vacui e Michele Ruol, con Andrea Bellacicco, Eleonora Panizzo e Andrea Tonin, per la regia di Lorenzo Maragoni, in scena sabato 7 aprile alle 21 e domenica 8 aprile alle ore 18. Lo spettacolo ha ricevuto la menzione speciale al Premio “Giovani Realtà del Teatro 2015”.

Tre giovani adulti, inchiodati ad un divano a guardare una serie televisiva dopo l’altra, sono l’immagine più emblematica di una generazione che non riesce a prendere in mano la propria vita. Sono una biologa, uno studente fuoricorso di Psicologia e un attore. Ciascuno di loro ha qualcosa di importante da fare come compilare una domanda per l’ammissione ad un Dottorato all’estero, preparare un esame, imparare a memoria un monologo. 

Eppure i tre protagonisti di Domani mi alzo presto sono paralizzati, costantemente alla ricerca di un meccanismo di evasione che li porti lontano dalle proprie scelte. Guardare loro in scena ricorda quanto scrive Bauman sulla condizione umana nella contemporaneità: “Il successo nella vita di uomini e donne postmoderni dipende dalla velocità con cui riescono a sbarazzarsi di vecchie abitudini piuttosto che da quella con cui ne acquisiscono di nuove”. 

Dalle serie tivù ai giochi online tutto va bene purché insinui incessantemente la distrazione all’interno della propria esistenza. Sono tre coinquilini che prima di andare a dormire si lasciano con la promessa di alzarsi presto l’indomani, salvo poi smentirsi puntualmente. La pièce racconta una generazione (forse anche più di una) vittima e complice di un meccanismo psicologico esiziale, quello della procrastinazione. Dal divano di casa, che è insieme isola felice, luogo rassicurante e trappola, si rinviano continuamente progetti piccoli e grandi. È tutta colpa delle cosiddette armi di distrazione di massa, come la televisione e Internet? Oppure dietro il procrastinare si annida la più inconfessabile delle paure del nostro tempo, vale a dire fallire? Lo spettacolo nasce da uno straordinario lavoro di ricerca e di scrittura condotto col drammaturgo Michele Ruol, basato principalmente sui codici linguistici, visivi e musicali dei giovani adulti. Diverte e fa riflettere sul disastro di generazioni che si affacciano alla vita adulta in preda al panico, perché se l’oggi fa paura, il futuro è percepito come un terrificante salto nel vuoto.

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