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UN MONDO RARO


Dal 16 al 21 Gennaio 2018



Via Giulia, 20 – Roma

UN MONDO RARO

di e con Fabrizio Cammarata e Antonio Di Martino

con la collaborazione di Giuseppe Provinzano
Francesco Vitaliti Sound & Light Designer
Igor Scaslisi Palminteri Costumi
Manuela Di Pisa Video

con le voci di Filippo Luna, Chiara Muscato, Giuseppe Provinzano, Gisella Vitrano,

con il sostegno dell'Associazione Candelai

Spettacolo dedicato a Chavela Vargas, amante di Frida Khalo, musa di Almódovar e
icona omosessuale che ha infranto gli schemi di un intero secolo...

Dal 16 al 21 Gennaio all'OFF/OFF Theatre di Via Giulia va in scena Un Mondo Raro, con i cantautori siciliani, Fabrizio Cammarata e Antonio Di Martino, che accompagnati dalle loro chitarre, trasporteranno il pubblico nell'esotico Messico, alla scoperta dell’artista Chavela Vargas e della sua intensa vita, ricordando un tempo i cui colori erano più forti e vivi che mai.

Questa è la storia di una leggenda, la storia della musica ranchera e di quel fascino di cui le note messicane sono capaci. Chavela Vargas di fascino ne aveva da vendere e a scoprirlo fu anche Frida Khalo, che alla donna col sigaro e la pistola non seppe mai rinunciare. Un fascino incontrastato che la portò ad essere una tra le icone omosessuali più note al mondo e, anche quando la troppa tequila pareva soccomberla, Chavela continuava a risorgere. Così, dagli amori proibiti, alle fugaci notti tra musica e alcol, la Vargas ha volato dagli anni '60 ai tempi moderni, dove il maestro Almódovar l'ha scelta come musa.

SINOSSI:

Una vita tra tequila, canzoni, passioni impossibili e magia. Chavela Vargas (1919-2012) è stata una delle voci più importanti e inconfondibili dellʼAmerica Latina, arrivando, dopo gli ottantʼanni, alla fama mondiale. I due cantautori siciliani Dimartino e Fabrizio Cammarata, dopo aver pubblicato nei primi mesi del 2017 il disco (Picicca Dischi) e il romanzo (La Nave di Teseo Editore) dal titolo Un Mondo Raro, rendono omaggio alla Edith Piaf messicana, che è stata amante di Frida Kahlo, musa di Almodóvar e icona omosessuale che ha infranto gli schemi di un intero secolo. Uno spettacolo fatto di musica, narrazione e teatro di figura, in un dialogo continuo fra Città del Messico e Palermo, in una data, quel 2 novembre, commemorazione dei defunti, che ricorre tanto nelle memorie di Vargas quanto in quelle dei due artisti, in un filo transoceanico che collega questi due posti in cui la Morte ha una sua “festa”.

NOTE DI REGIA di Fabrizio Cammarata e Antonio Di Martino:

"Un mondo raro" è una ricerca che ha viaggiato nel tempo e nello spazio, che ci ha visto raggiungere il Messico per ritrovare inaspettatamente connessioni con i nostri luoghi di origine, un percorso artistico che è stato dunque un viaggio fisico, mentale ed emotivo e che ha attraversato i generi diventando un video prima, un libro poi, ovviamente un disco per infine approdare nel teatro con questo concerto spettacolo. 

La scelta di creare uno spettacolo, e non un semplice concerto, nasce dalla forte necessità di raccontare questa storia meravigliosa e quel mondo fascinoso in cui ha vissuto Chavela Vargas, andando oltre i brani che l'hanno resa famosa, per raccontare le dinamiche di quella vita avventurosa che ne hanno fortemente condizionato la carriera. Abbiamo intrapreso con coraggiosa incoscienza l'allestimento di questo lavoro dando a questo il sapore del viaggio: abbiamo proposto a Giuseppe Provinzano un nostro progetto di regia perché collaborasse con noi alla strutturazione di un linguaggio in cui le nostre canzoni nascessero dalle narrazioni e le narrazioni dei tanti personaggi attraversassero quei luoghi e quel tempo sciorinato in quei 2 Novembre, completandosi con le nostre canzoni. Durante il lavoro Chavela Vargas è stata presente in ogni nostra scelta e per questo abbiamo sentito il bisogno di rappresentarla e darle voce, scegliendo di farlo con quei pupi siciliani che ci riconnettono con le nostre tradizioni, fedeli a quel processo di connessioni che ci ha sorpreso e che ci ha guidati sino a qui: non siamo degli attori, né tantomeno dei registi, vogliamo solo raccontare una storia, che è la cosa che conta più di tutte.

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