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#NOISIAMOPRONTI - ACCADEMIA UCRAINA DI BALLETTO

                              ACCADEMIA UCRAINA DI BALLETTO Presenta #NOISIAMOPRONTI   Video girato al Teatro Arcimboldi di Milano Gli allievi di Accademia Ucraina di Balletto di Milano, in questo nuovo confinamento, sono stati accolti, come una grande famiglia, nel convitto, ampliato per l’occasione, della sede presso l’Istituto delle Marcelline di via Quadronno: come nei collegi tradizionali, i danzatori sono da qualche tempo isolati dal mondo esterno e studiano, senza mai tornare a casa, nemmeno durante i weekend. Grazie a questi provvedimenti, dopo il grande successo del video della danza con la maglietta da calcio, “DANZA E SPETTACOLO: UN COSTUME DI SCENA PER ESSERE VISIBILI”, girato quasi un anno fa, diventato virale sui social e trasmesso anche su alcune reti principali, grazie alla volontà della Direttrice Caterina Calvino Prina ed ai loro insegnanti, hanno potuto girare un nuovo video, che vuole essere un messaggio di rinascita per il settore dello spettacolo dal vivo. Accade

IL BAMBOLO - di Irene Petra Zani





Il Teatro Kopó presenta Il bambolo di Irene Petra Zani, per la regia di Pietro Dattola, con Flavia Germana de Lipsis, elementi scenici di Alessandro Marrone, in scena dal 12 al 14 gennaio, alle ore 21, domenica doppia replica alle 18 e alle 21.

Testo vincitore del Premio di drammaturgia DCQ - Giuliano Gennaio 2016 - VII edizione, per “l'insperata originalità con cui l'autrice è riuscita a trattare argomenti molto frequentati e per l'utilizzo di un linguaggio particolarmente vivido e fresco, il tutto in un monologo denso di suggestioni, fitto di rimandi e ricco di momenti emotivi intensi e straordinariamente convincenti”, così è stato scritto circa Il bambolo. Spettacolo raffinato, parte dall’idea che oltre che dalle quattro forze fondamentali della natura, il nostro mondo è influenzato da una quinta, potentissima forza: quella dello sguardo altrui. Una forza capace di determinare il nostro modo di vivere, di essere. 


Uno sguardo mal interpretato, uno sguardo aberrato, uno sguardo mancato, possono produrre comportamenti aberranti. Operazioni aberranti: più per meno, meno: meno sono, più sono il mio vero io. Fino a scomparire. Il corpo diventa un nemico, l'animo un tesoro troppo prezioso per essere custodito in corpo che non riceve gli sguardi che desidera, la giornata un’infinita rinuncia a eliminazione. Più veloce del tempo, la mente si lancia in una corsa a vuoto sfiancante, esaltante, gloriosa - ma dalla partenza falsata da un segreto inconfessato. 

Solo quando non ci sarà più nient’altro di cui liberarsi, soltanto allora affiorerà, potente e risolutrice, l’unica fame impossibile da reprimere: la fame d’amore. Tutto questo e molto altro si cela dietro l’immagine di una donna su una spiaggia con il suo compagno di una vita: un bambolo gonfiabile. Per lei, lui è vero ed è l'unico uomo che può amare. Da più di tredicimila anni, infatti, la donna soffre di una malattia che le ha preso gli occhi e il cuore e che le ha portato via anche la fame - da quando, bambina, ha sepolto nella terra un segreto delicato come un fiore, pesante come un sasso.

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