Passa ai contenuti principali

AL TEATRO DELL'ANGELO IL MUSICAL "TI PARLERO' D'AMOR"


Una storia in cui si affronta la tematica razziale così come la persecuzione degli omosessuali ricordando il paragrafo 175 (articolo del codice penale tedesco risalente al 1871 i cui procedimenti vennero ampliati dai nazisti nel 1935) che causò la morte di migliaia di persone. Due vite legate l'una all'altra da un sodalizio artistico e da un amore incondizionato.
Al Teatro dell’Angelo dal 25 gennaio al 4 febbraio 2018 approda l’Operetta “Ti parlerò d’amor”. Una coproduzione Golden Show Trieste e Comune di Muggia, Trieste, lo spettacolo di Gianni Gori e Alessandro Gilleri con Marzia Postogna e Andrea Binetti, si avvale della regia di Tommaso Tuzzoli, delle scene e dei costumi di Pierpaolo Bisleri e delle musiche Weil, Stolz, Hollender, Gershwin.

Siamo nella Berlino del 1936, nei giorni delle Olimpiadi. Rinchiusi in un piccolo appartamento ingombro di valigie dove si respira un clima d'attesa troviamo immersi i personaggi di Ti parlerò d'amor.

Due cabarettisti, un uomo ed una donna, costretti a nascondere il proprio passato e la propria origine per non cadere vittime delle assurde leggi del regime nazista.

Una storia in cui si affronta la tematica razziale così come la persecuzione degli omosessuali ricordando il paragrafo 175 (articolo del codice penale tedesco risalente al 1871 i cui procedimenti vennero ampliati dai nazisti nel 1935) che causò la morte di migliaia di persone. Due vite legate l'una all'altra da un sodalizio artistico e da un amore incondizionato.

Lei sogna l'America ma nel contempo nega l'amara realtà in cui resta schiacciata a causa di un amore senza limiti per la propria città: Berlino.

Lui sogna di raggiungere la libertà scappando a Parigi con lei, e cerca di dissuaderla dall'idea di restare.

Se il piano reale vive di tensione, silenzi, piccoli litigi, confessioni inattese, l'unione artistica nel suo manifestarsi cerca di ricreare un'atmosfera ironica, sognante, fatta di canzoni e vecchi numeri di cabaret come fuga dalla brutalità dell'uomo.

Un testo tra prosa e musica, un omaggio al mondo del cabaret tedesco e a quegli autori che dovettero fuggire dalla Germania per evitare le persecuzioni naziste.

Un testo dove le canzoni assumono la funzione per i due protagonisti ora di dialogo ora di monologo. Gli arrangiamenti delle canzoni, eseguite al pianoforte dal maestro Corrado Gulin, seguono l'andamento emotivo degli interpreti.

La scenografia realizzata da Pier Paolo Bisleri su cui si muovono i protagonisti rappresenta il perimetro della stanza dove si svolge la vicenda. Una stanza il cui freddo pavimento marmoreo rispecchia i lavori dell'architetto nazista Albert Speer, mentre la presenza delle valigie raccontano da un lato la condizione di chi vive il mondo dello spettacolo, dall'altro di chi è pronto alla fuga.

La mancanza di pareti permette alla stanza di trasformarsi in un luogo surreale, sospeso. Le luci realizzate da Nino Napoletano creano atmosfere in bilico tra realtà, ricordo di un passato artistico e nuove speranze. L'utilizzo dei tagli di luce freddi e dei controluce ora sostengono la tensione e i silenzi ora disegnano lo spazio con delicati colori pastello da sogno. La storia di quegli anni ha mostrato l'uomo nel suo essere disumano, eppure quella catastrofe, deve sempre continuare a farci chiedere, guardandoci negli occhi, perché.

Le musiche
Isolata nell’anomalia di un menage e di un precario mestiere, la strana coppia dello spettacolo evoca memorie musicali che attraversano la storia e fa affiorare nello stesso tempo le disillusioni e le speranze di evasione dei due artisti: dal crogiolo culturale della Berlino di Bertolt Brecht alla Parigi degli anni trenta (già rifugio di intellettuali e artisti minacciati dal nazismo), alla Roma dei telefoni bianchi, alla mitica fabbrica dei sogni hollywoodiana. Così dalle memorie musicali di Ti parlerò d’amor affiora il Weill di “Berlin in Licht”, di “Surabaya Johnny” da Happy End (1929) e di “Youkali” (l’isola che non c’è nel tango-habanera del 1934), i cavalli di battaglia di Marlene Dietrich ormai oltreoceano, le canzoni di Friedrich Holländer (“Kinder, heute Abend...”) e di Ralph Maria Siegel (“Ich hab’ noch eine Keffer in Berlin”), l’Italietta felicemente cantata da Cesare A. Bixio e Giovanni D’Anzi, i Song-capolavori di George Gershwin e Irving Berlin; per finire con l’interrogativo struggente (Warum?) di Robert Stolz, il più longevo compositore viennese, autore appunto del brano che chiude lo spettacolo (“Das Lied ist aus – La canzone è finita”) e che rappresenta tutta una civiltà di artisti in fuga. Ed è dello stesso Stolz la mitica “Abatjour” (intonata nella prima parte della pièce) entrata nel repertorio salottiero e cinematografico come versione italiana dell’ oriental fox-trot intitolato “Salome”. 
-------------------------------

TEATRO DELL’ANGELO

Via Simone de Saint Bon 19

Tel. 0637513571

Biglietto intero euro 25-ridotto euro 22

Cral e convenzioni euro 15

Dal giovedì al sabato ore 21-domenica ore 17.30





Commenti

Post popolari in questo blog

Torna a Milano la Baltic Sea Youth Philharmonic

Torna a Milano la Baltic Sea Youth Philharmonic, l'orchestra che unisce le diverse tradizioni musicali dei paesi che circondano il Mar Baltico, nella convinzione che la musica non conosca né confini né limiti, sia di natura geografica che di genere. Il tour, realizzato grazie al sostegno di Saipem, debutterà il 10 settembre a Heiden, in Germania, e toccherà, in dieci giorni, nove differenti città in Svizzera, Italia, Danimarca e Polonia. In Italia la Baltic Sea Youth Philharmonic sarà a Milano il 14 settembre nel suggestivo contesto della Basilica di Santa Maria delle Grazie, ospite dell’Associazione Musicale ArteViva, e a Verona il 15 settembre al Teatro Filarmonico per il festival “Settembre dell’Accademia” dove si esibirà per il secondo anno consecutivo. Il pubblico milanese avrà il piacere di applaudire i giovani artisti della Baltic Sea Youth Philharmonic per la quarta volta. L’orchestra, fondata nel 2008 da Kristjan Järvi (affiancato da un prestigioso consiglio di consulent

Rugantino - dal 10 marzo al Sistina!

  Per la gioia del pubblico rivive una pagina indimenticabile della lunga e gloriosa storia del Teatro Sistina: dopo lo stop forzato dovuto alla pandemia, dal prossimo giovedì 10, e fino al 27 marzo, sarà di nuovo in scena, con la supervisione di Massimo Romeo Piparo, la maschera amara e dissacrante di "Rugantino" dei mitici Garinei & Giovannini. Lo spettacolo, che fonde mirabilmente tradizione e modernità, viene presentato nella sua versione storica originale, con la regia di Pietro Garinei, le splendide musiche del M° Armando Trovajoli, le preziose scene e i bellissimi costumi originali firmati da Giulio Coltellacci: un imperdibile ritorno alle radici e un'occasione per riscoprire un classico del teatro musicale italiano. Sul palco, la splendida Serena Autieri, ancora una volta straordinaria interprete dell'intrigante personaggio di Rosetta, donna bella altera e irraggiungibile, che fa battere il cuore di Rugantino, un ruolo in cui l’attrice napoletana dà prova

Tartassati dalle tasse - Biagio Izzo alla Sala Umberto

Produzione Tradizione e Turismo - Ente Teatro Cronaca Produzione esecutiva A.G. Spettacoli BIAGIO IZZO in TARTASSATI DALLE TASSE Scritto e diretto da EDUARDO TARTAGLIA Sala Umberto – dal 5 al 17 aprile 2022 Giulio Andreotti soleva dire che l’Umiltà, che di per sé costituisce una grande virtù, si trasforma in una vera iattura quando gli Italiani la praticano in occasione della loro dichiarazione dei debiti. “Io le tasse le pagherei. Ed anche volentieri! Se solo però poi le cose funzionassero veramente!” Quante volte abbiamo ascoltato simili confidenze? E quante volte anche la nostra coscienza di pur buoni ed onesti cittadini ha segretamente partorito concetti del genere? Il problema, però, è che se poi davvero ragionassimo tutti quanti sempre così, come e perché mai le cose potrebbero veramente funzionare? Sarà costretto improvvisamente a domandarselo anche Innocenzo Tarallo, 54 anni ben portati, napoletano, imprenditore nel settore della ristorazione: il classico “self made man”, che d