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Tornano in scena "I Nuovi Tragici"

            I NUOVI TRAGICI monologhi scritti e diretti da Pietro De Silva TEATRO MARCONI  18/19/20 GIUGNO 2021 Tornano in scena I Nuovi Tragici. La rassegna nata nel 1990 arriva sul palco del Teatro Marconi il 18, 19 e 20 giugno 2021. Si tratta di monologhi scritti e diretti da Pietro De Silva portati in scena da giovani attori che partecipano al Festival. A presentare la serata due ospiti d'eccezione: Marco Simeoli e Bruno Maccallini. Una storica rassegna dunque a cui hanno partecipato circa ottanta attori fra i quali Enrico Brignano, Flavio Insinna, Neri Marcorè, Valerio Aprea, Massimiliano Bruno, Paola Cortellesi, Francesco Pannofino, Paola Minaccioni, Massimiliano Bruno, Valerio Aprea e tanti altri Il termine NUOVI TRAGICI è dichiaratamente ironico. Si tratta di una serie di monologhi sotto forma di casi clinici singolari. Individui disperati che cercano conforto, confessando in pubblico le loro piccole e grandi manie. Si prende di mira la follia e i suoi derivati, con occhio

Sport al BRANCACCIO - 5 dicembre ore 21



Dopo campioni del calibro di Gattuso, Castrogiovanni, Galanda, Cacciatori e Vinci, il 5 dicembre al Teatro Brancaccio è il turno di PAOLO DI CANIO e SIMONE MORO intervistati da Marco Mazzocchi per il terzo appuntamento della rassegna "SPORT tra EPICA ed … ETICA".

Le emozioni, il sacrificio e le gioie dei grandi successi, ma anche spazio ai segreti della loro carriera e alle domande del pubblico. Una rassegna che si avvale dell'ausilio di immagini e video tratti dall'immenso archivio multimediale di Rai Sport, in cui il pubblico partecipa interagendo con gli sportivi, condividendo emozioni e ponendo domande dirette.

A completamento della natura degli eventi, i protagonisti sportivi dell'incontro scelgono un'organizzazione no-profit alla quale devolvere parte dell'incasso .



PAOLO DI CANIO

«Io sono cambiato e non da ieri... ma certe etichette non me le toglierò mai, ne sono consapevole. Ho detto che sono pentito di tante cose, non che nella mia vita sono stato un santo». CORRIERE DELLA SERA


SIMONE MORO

«Nel 1997, con Anatoli Boukreev, salimmo sull’Annapurna senza radio, telefoni e satellite, con il solo accordo che l’elicottero venisse a prenderci dopo due mesi. Successe una tragedia: travolti da una valanga, mi salvai solo io. Alla spedizione successiva ero in diretta radiofonica e corsi gli stessi pericoli, ma non accadde nulla. La differenza? Con la tecnologia, se muori, muori in diretta». PANORAMA

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