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NASCE L' ASSOCIAZIONE STEFANO D'ORAZIO

                                                           Ad un anno dalla scomparsa di uno dei più amati artisti italiani   NASCE L’ASSOCIAZIONE STEFANO D’ORAZIO   UN PROGETTO RIVOLTO A GIOVANI ARTISTI DI TALENTO   «Vorrei poter contribuire ad accendere degli entusiasmi e delle attenzioni verso qualcuno che meriti una storia di successo fortunata come la mia» Stefano D’Orazio     Ad un anno dalla scomparsa di un grande artista, che insieme ai Pooh ha fatto la storia della musica italiana nasce l’Associazione Stefano D’Orazio, un progetto rivolto a giovani artisti di talento. Lo scopo dell’Associazione è quello costituire un polo di eccellenza nel settore artistico-musicale-imprenditoriale, un’accademia di alta formazione professionale ed imprenditoriale per giovani artisti, quale strumento di integrazione sociale e culturale, con potenziale innovativo e di crescita per il sistema economico, occupazionale e sociale. Associazione Stefano D’Orazio si pone come obiettivo quello di organi

MOSTRA FOTOGRAFICA RUDY FALOMI


La galleria Fabbrica Eos presenta nel prestigioso Bar Jamaica, caffè degli artisti nel cuore di Brera, la mostra di Rudy Falomi. 

Rudy Falomi nato a Milano nel 1964, si è diplomato in Comunicazioni Visive - Cinema, Televisione, Grafica e Fotografia - presso l’ITSOS di Via Pace a Milano. In trentacinque anni vissuti nel campo della stampa dove si è occupato principalmente di lavori nell’ambito dell’arte, del Teatro e della musica dal vivo, la passione per la fotografia non lo ha mai abbandonato, riemergendo sempre più e imponendosi fortemente in questo particolare momento epocale in cui viviamo una realtà aumentata, dove tutto non è scandito dal tempo, ma dalla velocità che applichiamo in esso. 

Un chiaro esempio di questo sono la rete e i social, che divorano ogni cosa, vita, notizie e immagini…. E così, molto spesso, quello che facciamo nelle nostre giornate si perde nella memoria breve. Alla luce di queste riflessioni nasce il progetto che vede Milano da un punto di vista particolare, riflessa nello specchietto retrovisore dell’auto: “un giorno, guidando, mi accorgo che l’Arco della Pace visto dallo specchietto retrovisore è più suggestivo, è come se fosse diventato più mio; 40 secondi prima gli ero passato affianco e non l’avevo visto così bello” racconta Falomi “lui era lì, il presente ormai passato da 40 secondi e davanti a me, dietro il parabrezza, avevo il futuro Presente che quaranta secondi dopo sarebbe diventato Passato”. 

Ecco che scatta il pensiero del Passato Presente e lo specchietto, come per magia, diventa il “rallenty”, la pausa nel traffico frenetico che viviamo nel quotidiano; è come se fosse l’intervallo, l’immagine ferma della RAI con la foto del Gregge e sotto la didascalia “gregge”. Lo specchietto è come se fosse uno schermo, lo specchietto è il contenitore della memoria breve, quella che la frenesia ci fa perdere. In mostra sette fotografie e tre lastre, supporto scelto dall’artista che per anni ha inciso lastre di ogni lavoro passato in tipografia per poi vederle gettate “loro sono il tocco di magia della stampa, possono riprodurre centinaia di migliaia di copie, ma queste in esposizione non hanno tirato un foglio, loro meritano di essere il lavoro finito”. 

Il Jamaica, nato come fiaschetteria nel 1911, divenuto poi con “mamma Lina” e suo figlio Elio, il bar ritrovo preferito di giornalisti, poeti ed artisti e il fulcro della vita artistica e intellettuale milanese, rappresenta quindi un passaggio obbligato per questo foto “rallenty” di Rudy Falom

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