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Tornano in scena "I Nuovi Tragici"

            I NUOVI TRAGICI monologhi scritti e diretti da Pietro De Silva TEATRO MARCONI  18/19/20 GIUGNO 2021 Tornano in scena I Nuovi Tragici. La rassegna nata nel 1990 arriva sul palco del Teatro Marconi il 18, 19 e 20 giugno 2021. Si tratta di monologhi scritti e diretti da Pietro De Silva portati in scena da giovani attori che partecipano al Festival. A presentare la serata due ospiti d'eccezione: Marco Simeoli e Bruno Maccallini. Una storica rassegna dunque a cui hanno partecipato circa ottanta attori fra i quali Enrico Brignano, Flavio Insinna, Neri Marcorè, Valerio Aprea, Massimiliano Bruno, Paola Cortellesi, Francesco Pannofino, Paola Minaccioni, Massimiliano Bruno, Valerio Aprea e tanti altri Il termine NUOVI TRAGICI è dichiaratamente ironico. Si tratta di una serie di monologhi sotto forma di casi clinici singolari. Individui disperati che cercano conforto, confessando in pubblico le loro piccole e grandi manie. Si prende di mira la follia e i suoi derivati, con occhio

MAFIE, MASCHERE E CORNUTI - giullarata antimafiosa


28 NOVEMBRE – 6 DICEMBRE 2017

PRIMA MILANESE

MAFIE, MASCHERE E CORNUTI

giullarata antimafiosa

di e con Giulio Cavalli

Non bisogna avere paura di ciò che non si conosce
ma bisogna temere ciò che crediamo vero
e invece non lo è.

Mark Twain

Ripartendo dallo spettacolo Nomi, cognomi e infami (che ha girato l’Italia per ben dieci anni con oltre cinquecento repliche complessive) Giulio Cavalli, attore, regista, giornalista e scrittore, torna al Teatro della Cooperativa con una nuova “giullatara antimafiosa” con il preciso intendo di demolire l’onorabilità mafiosa delle nuove leve, raccontandone i vizi privati e smontandone l’onore.

L’artista, da sempre impegnato su questi argomenti, offre così al pubblico una carrellata di personaggi e vicende note e meno note: ci sono i mafiosi surgelati che ad Alcamo si incontrano nella cella frigorifera di un negozio di ortofrutta sperando di non essere ascoltati, i bambini di ’ndrangheta che scrivono lettere in cui sognano di “diventare boss come papà”, c’è il camorrista che si traveste da donna per coprire la propria latitanza, i fratelli Marchese (Cosa Nostra) che pensano di uccidere i genitori dell’amata di uno dei due per aggirare la norma che impedisce a un uomo d’onore di sposare una donna con genitori separati (ma non orfana), c’è il padrino che autorizza una storia di corna per “liberare” uno dei suoi picciotti, c’è il patetico giuramento mafioso con cui si viene “combinati” e molto altro.

Ripercorrendo le operazioni antimafia degli ultimi anni, Mafie, maschere e cornuti racconta la tragica comicità di una mafia che svelata non può fare così paura. Perché ridere di mafia è antiracket culturale. E le mafie, come tutte le cose terribilmente serie, meritano di essere derise.

Note allo spettacolo

Dalla lezione dei giullari del Cinquecento abbiamo imparato che la risata è l’arma più potente contro i prepotenti: quando il potere è incapace di governare rispettando le regole teme la parola dei giullari, perché ha bisogno di nascondere le proprie impudicizie.

Le mafie, da sempre, sono un’incrostazione di potere che sopravvive grazie (anche) alla proiezione che riescono a dare di se stesse; ma quanto c’è di vero nella narrazione mafiosa (e di chi nel raccontarla finisce per celebrarla con un concorso culturale esterno) che quotidianamente ci viene proposta? Siamo sicuri che Riina (l’uomo che sognava di mangiare carne, comandare carne e cavalcare carne) potesse tenere da solo sotto scacco un intero Paese? E cosa ci dice lo scalcagnato covo di Provenzano?


Giulio Cavalli
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Attore, regista, giornalista e scrittore ha iniziato l’attività teatrale formandosi nella Commedia dell’Arte. Tra i suoi lavori più importanti ci sono Linate 8 ottobre 2001 (che ha debuttato al Piccolo Teatro di Milano), Kabum! (giullarata sulla resistenza con la regia di Paolo Rossi), Benvenuta Catastrofe (con la regia di Dario Fo). Negli ultimi anni si dedicato al tema delle mafie (dal processo Andreotti, con la collaborazione drammaturgia di Gian Carlo Caselli fino alla vicenda di Marcello Dell’Utri). Con la giullarata Nomi, Cognomi e Infami (di cui questo spettacolo è la naturale prosecuzione) ha girato i teatri, le piazze e le scuole in più di 500 repliche.
Ha vinto il premio Fava Giovani nel 2009, il premio Borsellino nel 2012 e il XXIII Premio internazionale Rosario Livatino-Antonino Saetta-Gaetano Costa nel 2017.
Scrive per Left, Fanpage e collabora con L’Espresso.
Ha pubblicato libri per Chiarelettere, Rizzoli e Verdenero. Il suo ultimo romanzo è Santa Mamma in uscita per i tipi di Fandango nel marzo 2017.
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ORARI

martedì, mercoledì, venerdì e sabato > 20.30
giovedì > 19.30 - BIGLIETTO UNICO 10 euro
domenica > 17.00

lunedì riposo


PREZZI

intero 18 euro – ridotti 15/9 euro


www.teatrodellacooperativa.it - Via Hermada 8, Milano – tel. 02.6420761

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