PROGETTO ITACA: PALCOSCENICO PER GIOVANI ARTISTI

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PROGETTO ITACA: PALCOSCENICO PER GIOVANI ARTISTI. 4 COMPAGNIE PER 8 SERATE DI SPETTACOLI LEVIEDELFOOL, TEATRO PRESENTE, CIVICA SCUOLA DI TEATRO PAOLO GRASSI/LAB 121, SERVOMUTO TEATRO 

Dopo il Festival PiùCheDanza, la stagione teatrale del Teatro Fontana si apre quest’anno con il progetto ITACA - acronimo di Il Teatro A Comunicazione Avanzata – che vedrà protagoniste 4 giovani compagnie con drammaturgie originali e di grande attualità. ITACA formalizza un dialogo cominciato tra il teatro e le nuove realtà creando uno spazio di proposte contemporanee dove privilegiate sono la qualità e l’eterogeneità di visioni e composizioni. ITACA è uno sguardo aperto al teatro nelle sue tante forme, senza separazioni o barriere perché tante e diverse sono le modalità del teatro, così come tanti e diversi sono gli spettatori possibili, a partire dai più giovani. Oltre a dare possibilità di espressione a nuove visioni, ITACA intende favorire l’incontro tra giovani artisti e la città, creando occasione di sviluppo e comunicazione a gruppi teatrali nei primi anni della loro vita artistica.
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18-19 ottobre

LEVIEDELFOOL

REQUIEM FOR PINOCCHIO


LA SCOPERTA DELL’ESISTENZA


DI E CON SIMONE PERINELLI
CON UN ESTRATTO DI EMPORIUM DI MARCO ONOFRIO AIUTO REGIA E CONSULENZA ARTISTICA ISABELLA ROTOLO REGIA SIMONE PERINELLI

SPETTACOLO VINCITORE “PREMIO ANTEPRIMA” 2012

“PREMIO BIANCO E NERO”
DELLA CIVICA ACCADEMIA DI ARTE DRAMMATICA NICO PEPE

C'era una volta un pezzo di legno. E dico "c'era" perché ora non c'è più. ...E così Pinocchio, da burattino divenne bambino. Qualcuno gridò: Che Peccato!

Lo spettacolo prova a dare un seguito alla celebre storia di Collodi raccontando la vita di Pinocchio nel mondo reale. La favola diventa così un pretesto, uno sguardo preso in prestito dal quale osservare con occhio limpido, infantile e ribelle il mondo che ci circonda e la vita che affrontiamo quotidianamente. Tematiche come la precarietà del lavoro, l’emancipazione, la mercificazione del tempo e dell'essere, dell'anestesia dei sogni e del consumismo di ennesima generazione sono alcune delle chiavi di lettura di Requiem for Pinocchio utili a sviluppare un'analisi attenta e reattiva rispetto ad un quesito significativo della vita: cosa significhi essere umano. Il burattino, diventato umano suo malgrado, si stacca dalla classica messa in scena del testo di Collodi, per destreggiarsi nel nostro mondo dove la favola non è che un lontano ricordo, una delle tante versioni dei fatti.

                       



20-21 ottobre

THE HARD WAY TO UNDERSTAND EACH OTHER

PROGETTO E REGIA ADALGISA VAVASSORI
CON DANIELE CAVONE FELICIONI, GABRIELE CIAVARRA

CLELIA CICERO, JULIO DANTE GRECO, ADELE RAES

CREAZIONE COLLETTIVA

COMPOSIZIONI SONORE GIANLUCA AGOSTINI

SCENOGRAFIE HILLARY PIRAS

COSTUMI FRANCESCA ARIANO

DISEGNO LUCI GIULIANO BOTTACIN

ORGANIZZAZIONE CAROLINA PEDRIZZETTI

CON IL SOSTEGNO DI SEMENTERIE ARTISTICHE, MANIFATTURA K CENTRO CULTURALE ROSETUM, AIA TAUMASTICA

VINCITORE PREMIO SCINTILLE 2016 PREMIO GIOVANI REALTÀ DEL TEATRO 2016 SELEZIONE VISIONARI KILOWATT FESTIVAL 2017

In quest’epoca dominata della comunicazione, la sensazione più diffusa sembra essere la solitudine. E la solitudine spesso nasce dal sentirsi incompresi. Ma ci si può davvero capire? Ogni incontro mette in gioco una quantità di elementi che va molto al di là delle parole pronunciate: la propria percezione di sé, i sentimenti che si provano, le proiezioni sviluppate e guidate dai propri desideri, i pregiudizi formulati a partire dalle sollecitazioni dei media, le paure che nascono da esperienze passate. Senza contare l'interferenza di elementi esterni come il denaro, il successo, il potere reale o percepito, e così via. Un ricchissimo e delicatissimo scambio che rende difficile il passaggio delle informazioni “da pancia a pancia”. Attraverso i corpi, cinque attori mettono in scena i mondi interiori dei protagonisti. Per raccontare l'universo dell'emotività, viene accantonata per un momento la parola. Una ricerca caratterizzata da immagini e metafore, gesti minimi e poesia. The hard way to understand each other è un delicato dipinto sulla quotidianità contemporanea. Una visione ironica del tentativo costante di comprenderci l’un l'altro. È quello che resta delle relazioni siche ed emotive in un'era di parole digitali. Una partitura musicale su cui il gesto si muove silenzioso. Come un’emozione che non si può spiegare.


                           



25-26 OTTOBRE

SPETTACOLO REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON CIVICA SCUOLA DI TEATRO PAOLO GRASSI, LAB 121

MURATORI

SCRITTO DA EDOARDO ERBA DIRETTO DA FIAMMETTA PERUGI

CON DAVIDE CERRI, CLAUDIO PELLEGRINI, GIUDITTA COSTANTINI MANFREDI MESSANA, PIETRO UTILI

Fiore e Germano sono due muratori dei bassifondi romani. Sognando “di fa i mijoni” decidono di aprire una ditta di spurghi. Per racimolare il capitale iniziale accettano di intrufolarsi nella notte in un teatro chiuso per costruire un muro abusivo. Durante questa notte i due vengono ammaliati dall'incantevole signorina Giulia, glia di August Strindberg, e dal mistero del teatro. In bilico fra il reale e l'onirico Muratori parla di noi e del nostro essere persone imperfette e in continua crisi. I due personaggi, rappresentano non solo una condizione sociale, sottolineata dal dialetto romanesco, ma anche le speranze e le aspettative che accomunano molte persone.

Questo testo è stato per me l’occasione di poter lavorare su un doppio livello al limite tra il quotidiano e l’onirico attraverso due maschere: la maschera del dialetto che si fa portavoce di una condizione umana riconoscibile nel nostro contemporaneo, indossata da due muratori romani che cercano di evadere dalla loro condizione di sottomessi e la maschera incarnata dal teatro nella gura della signorina Giulia, portavoce della possibilità evocativa e evasiva del teatro. Fiammetta Perugi 



27-28 OTTOBRE

PHOEBUSKARTELL

PRODUZIONE IL SERVO MUTO/TEATRO

PRODUZIONE IL SERVO MUTO/TEATRO DRAMMATURGIA E REGIA MICHELE SEGRETO

ASSISTENTE ALLA REGIA ETTORE OLDI

CON GABRIELE GENOVESE, GIANCARLO LATÌNA, MICHELE MARINIELLO, MARCO RIZZO MATTEO VIGNATI, PAVEL ZELINSKIY

DISEGNO LUCI MAURO FACCIOLI

MOVIMENTI SCENICI SARA DRAGO, ROBERTA DI MATTEO

ARRANGIAMENTO BRANI FABIO ROVERONI, MATTEO VIGNATI DA KURT WEILL E HANNS EISLER

SPETTACOLO VINCITORE PREMIO SCINTILLE 2016

Nel dicembre del 1924 i principali produttori di lampadine europei si riuniscono a Ginevra per far fronte alla situazione critica del mercato: i progressi tecnologici hanno portato in tutto il mondo le lampadine a una vita utile di circa 2500 ore, riducendo i profitti degli industriali. Da questo incontro nasce il cosiddetto PhoebusKartell: un vero e proprio cartello economico, che stabilisce zone d'influenza (principalmente su territorio nazionale) e che impone ai produttori di ridurre la vita delle lampadine a 1000 ore così da poter assicurare la vendita di quantità maggiori di prodotto. Questo è il primo caso documentato di obsolescenza programmata. Lo spettacolo ripresenta gli eventi rileggendoli in chiave grottesca, alternando volutamente momenti storicamente connotati a sequenze di dichiarata finzione, sfruttando la base storica per evidenziare le dinamiche sociali, politiche e del mercato di allora ed evidenziare allo stesso tempo la relazione con il sistema economico odierno, che nuovamente affronta una crisi economica fondata su un'errata previsione di produzione e distribuzione del consumo. PhoebusKartell prende le mosse proprio dall’incontro dei grandi capitalisti dell’incandescenza, presentandoceli secondo l’iconografia del tempo: grassi, sudati, ansimanti, che divorano e ingoiano sistematicamente tutto ciò su cui possono mettere mano. Come può scardinarsi una simile situazione? Che futuro si delinea per l’umanità in un simile sistema di valori? Come reagiranno i capitalisti di fronte al brevetto di una lampadina dalla durata di 100.000 ore? E gli operai? Il risultato è uno spettacolo dalle tinte brechtiane che mescola con abilità realtà e finzione per stimolare con la satira una riflessione sull’economia di ieri e di oggi.
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INFO E PRENOTAZIONI

da lunedì a venerdì dalle ore 9.30 alle 18.00

tel: +39 02 69 01 57 33

e-mail: fontana.teatro@elsinor.net



ORARIO SPETTACOLI

da martedì a sabato h. 20.30

domenica h. 16.00

lunedì RIPOSO



PREZZI

Biglietto unico 10 euro

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