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IL MIO NOME È MILLY - di e con Gennaro Cannavacciuolo


dal 6 al 22 ottobre
Teatro Franco Parenti

Elsinor Centro di Produzione Teatrale
presenta

GENNARO CANNAVACCIUOLO

in

IL MIO NOME È MILLY

una diva, tra guerre, prìncipi, pop e variété

Recital in tue tempi di e con GENNARO CANNAVACCIUOLO

Pianoforte: Dario Pierini

Sax-contralto: Andrea Tardioli

Gennaro Cannavacciuolo è un narratore che canta la vita privata ed artistica di Milly.

Il recital, in due tempi, traccia una biografia con le canzoni più emblematiche della cantante-attrice piemontese, dove ogni brano è stata scelto per sottolineare un momento significativo della sua vita e della sua carriera.

In un quadro scenografico elegante, con luccichii da sera sul nero dominante, composto da gigantografie che ritraggono vari momenti della vita di Milly e che Gennaro fa ruotare nei momenti clou della narrazione, si parte con il varietà degli Anni ‘20, sulle note di “Era nata a Novi”, “Le rose rosse” , “Donne e giornali” e “Mutandine di chiffon”. Si narra poi del flirt tra Milly e il Principe Umberto, ma anche dell’amore disperato di Cesare Pavese che la cantante mai poté ricambiare e da cui ricevette lettere infuocate. Si prosegue con le note di “Parlami d’amore Mariù”, che sottolineano l’incontro con Vittorio De Sica da cui sfocerà un’eterna amicizia.

Un revival del periodo francese evocato da “Mon manège à moi” e “Paris canaille” chiude il primo tempo.

Il cavallo di battaglia “Si fa ma non si dice” apre il secondo tempo e introduce l’incontro con Strehler, raccontato e cantato attraverso alcune delle canzoni più significative di Brecht, quali la “Ballata della schiavitù sessuale”, “Surabaya Johnny” e la “Ballata di Mackie Messer”.

Quindi un brano recitato de “l’Istruttoria” di Peter Weiss (processo di Auschwitz a Francoforte), testo che Milly interpreterà per la prima volta in Italia con grande successo.

Lo spettacolo continua con l’incontro fortunato con Filippo Crivelli che creerà per lei i famosi “recital” nei quali Milly, oltre a cantare il repertorio brillante del variété, introdurrà quello di Brecht-Weill ed i testi più significativi dei cantautori e musicisti degli anni 60-70, quali Endrigo, Lauzi, De Andrè, Aznavour e Piazzolla, qui riproposti in un’intensità crescente.

Estratti dalla rassegna stampa
… la scena colmata dalla bravura di Cannavacciuolo che con questo recital ha confermato le sue doti di attento e raffinato difensore del varietà. Secolo d’Italia, R. Fantozzi
Gran successo al Teatro Civico per Cannavacciuolo.…Lo spettacolo è stato interpretato con estrema bravura da Cannavacciuolo che ha suscitato ripetuti applausi. Il Piccolo, P. Silla

L’eclettismo, la duttilità, la sensibilità e l’indubbia bravura di Gennaro Cannavacciuolo sono la garanzia di uno spettacolo di rara eleganza e di ricerca accurata e fedele alla vita della grande artista. Milano Post, N. Neme

E’ una sfida vinta: in scena Cannavacciuolo, vero animale da palcoscenico, rievoca Milly e in commossi attimi sembra quasi portarla per mano e porgerla al pubblico. Il Tempo, A. Angeli

Ancora una volta, Gennaro Cannavacciuolo si conferma splendido e raffinato difensore di un colto ed elegante recupero del varietà. L’Avanti, M.S.

Recital raffinato con Gennaro in splendida forma che infioretta un repertorio bal tabarin primi del novecento di canzoni a doppi sensi ed una più robusta sequenza di interpreti mitteleuropea fra Brecht-Weill, teatro d’impegno e cabaret e televisione del 1960. Uno splendido canterino e fine dicitor, che sprigiona sensi e impareggiabili effetti di risonanza tra ieri e oggi, quasi una serata di gala futurista, eccentrica e devotamente cult. Il Manifesto, G.R .

Milly ha cantato molte canzoni “da uomo”, e l’averle riprese è stato per Cannavacciuolo una sorta di ricollocazione in situ, con protervia, rispetto e profonda umiltà. L’astrazione è, per me, il grande distintivo di questo artista che si esprime con il canto e la recitazione. Gennaro Cannavacciuolo abita un luogo misterioso ai confini tra l’astrazione e l’emozione. E’ capace di cantare con un’estrema cura ed attenzione, nelle parole e del porgerle. L’incontro tra Cannavacciuolo e Milly offre risultati straordinari…

Cannavacciuolo abita il presente come trasognato fingendo una distrazione che è un ricamo, o uno sberleffo, come quelli di cui erano capaci Totò, Eduardo e, l’ultimo, Massimo Troisi.
La Repubblica, Alvise Sapori



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