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Tornano in scena "I Nuovi Tragici"

            I NUOVI TRAGICI monologhi scritti e diretti da Pietro De Silva TEATRO MARCONI  18/19/20 GIUGNO 2021 Tornano in scena I Nuovi Tragici. La rassegna nata nel 1990 arriva sul palco del Teatro Marconi il 18, 19 e 20 giugno 2021. Si tratta di monologhi scritti e diretti da Pietro De Silva portati in scena da giovani attori che partecipano al Festival. A presentare la serata due ospiti d'eccezione: Marco Simeoli e Bruno Maccallini. Una storica rassegna dunque a cui hanno partecipato circa ottanta attori fra i quali Enrico Brignano, Flavio Insinna, Neri Marcorè, Valerio Aprea, Massimiliano Bruno, Paola Cortellesi, Francesco Pannofino, Paola Minaccioni, Massimiliano Bruno, Valerio Aprea e tanti altri Il termine NUOVI TRAGICI è dichiaratamente ironico. Si tratta di una serie di monologhi sotto forma di casi clinici singolari. Individui disperati che cercano conforto, confessando in pubblico le loro piccole e grandi manie. Si prende di mira la follia e i suoi derivati, con occhio

IL BORGHESE GENTILUOMO


FILIPPO DINI | ORIETTA NOTARI | SARA BERTELÀ 
DAVIDE LORINO | VALERIA ANGELOZZI | IVAN ZERBINATI
ILARIA FALINI | ROBERTO SERPI | MARCO ZANUTTO

IL BORGHESE GENTILUOMO
DI MOLIÈRE
TRADUZIONE CESARE GARBOLI

REGIA FILIPPO DINI

PRODUZIONE FONDAZIONE TEATRO DUE PARMA, TEATRO STABILE DI GENOVA

19 - 29 OTTOBRE 2017

L’attore e regista Filippo Dini torna con questa commedia di Molière a dirigere Valeria Angelozzi, Sara Bertelà, Ilaria Falini, Davide Lorino, Orietta Notari, Roberto Serpi, Marco Zanutto, Ivan Zerbinati, in scena insieme a lui, la stessa équipe artistica di Ivanov di Cechov, che Fondazione Teatro Due ha prodotto insieme al Teatro Stabile di Genova nel 2015, e che ha ottenuto nel corso della lunga tournée italiana, appena conclusa, un grande successo di pubblico e critica, consacrato anche dalla consegna del premio Le Maschere del Teatro Italiano 2016 per la Miglior Regia e del premio della critica ANCT (Associazione Nazionale Critici di Teatro) all’attrice Orietta Notari per la sua interpretazione. Le scene e i costumi sono di Laura Benzi, le musiche di Arturo Annecchino, le luci di Pasquale Mari. La traduzione è di Cesare Garboli.

La commedia Il borghese gentiluomo nasce come sberleffo razzista, commissionato a Molière dal fratello di Re Luigi XIV, in risposta a una indelicatezza commessa da un ambasciatore turco. Al commediografo fu posta inoltre un’altra condizione, ovvero che il copione avesse la forma di comedie-ballet, facendo da sfondo narrativo e raccordo ai balletti e alle arie del compositore e coreografo Lully, in quel momento favorito del re. Da queste premesse e da tali ingerenze nacque quella che è forse la più esilarante commedia di Molière, capolavoro assoluto arrivato fino ai giorni nostri nella sua freschezza e nella sua comicità.

Monsieur Jourdain è un personaggio insieme ridicolo e commovente, divertente e contraddittorio, un uomo a metà tra la più antica tradizione del teatro comico e la più crudele volgarità del nostro quotidiano. Jourdain incarna contemporaneamente un’irresistibile tensione al miglioramento di se stesso e il più becero degli arricchiti, negando continuamente nei fatti ciò che a parole chiama “fame di cultura”, lordandola di orgogliosa ignoranza e arrogante tracotanza. Attorno a lui gravitano i maestri che dovrebbero formarlo per raggiungere questo status superiore, maestri di musica, di ballo, di filosofia, di scherma, figuri loschissimi che desiderano soltanto derubarlo e truffarlo, coppie di nobili annoiati e scrocconi e una moglie che lo detesta, e che vorrebbe restare nell’immobilità della propria mediocrità, nell’agio ozioso del raggiunto benessere.

A completare il quadretto due coppie di giovani senza speranze e senza ambizioni, tranne quella di sposarsi per sopravvivere alla noia, fra questi Lucile la figlia di Jourdain per la quale il padre desidera una sorte più “nobile” che il matrimonio con Cleonte. I quattro, capitanati dall’astuto e perfido Coviello (servo e compare di Cleonte), decideranno di organizzare una messa in scena per gabbare il vecchio, dove si fingeranno dei turchi appunto e, con la scusa di riconoscere a Jourdain un’altissima carica turca (il titolo di Mamamouchi), gli riserveranno un amara sorpresa.

Col Borghese gentiluomo Molière riesce in un’impresa titanica: ridere del suo contemporaneo Monsieur Jourdain è ridere di noi spettatori, del nostro tempo, della nostra epoca folle e misera, consegnandoci un teatro apparentemente “basso”, ridicolo ed esilarante, ma al tempo stesso violento e crudele, “un teatro” come diceva Cesare Garboli “che deride e deforma la realtà senza mai detestarla”.

Se in Ivanov Dini aveva dato grande ritmo allo spleen cechoviano, nel Borghese conferisce al carattere farsesco di Jourdain lo spessore di un personaggio a tutto tondo, suggerendo che certi vizi sono connaturati alla natura umana.
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Cast artistico

Signor Jourdain, borghese Filippo Dini

Signora Jourdain, sua moglie Orietta Notari

Dorimène, marchesa Sara Bertelà

Dorante, conte, amante di Dorimène/maestro di musica Davide Lorino

Lucile, figlia di Jourdain/ aiutante sarto Valeria Angelozzi

Cléonte, innamorato di Lucile/maestro di scherma/lacchè Ivan Zerbinati

Nicole, serva/sarto Ilaria Falini

Covielle, servo di Cleonte/maestro di ballo Roberto Serpi

Maestro di filosofia Marco Zanutto



Cast tecnico

scene e costumi Laura Benzi

musiche Arturo Annecchino

luci Pasquale Mari

aiuto regia Carlo Orlando


SALA UMBERTO

Via della Mercede, 50 Roma

Tel. 06 6794753

www.salaumberto.com


martedì, giovedì e venerdì ore 21, mercoledì ore 17, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17

Prezzi da 34€ a 24€



3, 4, 5 novembre a Carpi – Teatro Comunale

Dal 7 al 12 novembre a Genova – Teatro della Corte

Dal 15 al 19 novembre a Parma – Fondazione Teatro Due

21 novembre – Pavia – Teatro Fraschini.

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