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Quindicesima stagione del Teatro della Cooperativa dedicata a Strehler




3 – 5 OTTOBRE 2017

MAESTRO! memorie di un guitto

scritto, diretto e interpretato da Stefano de Luca

luci Claudio De Pace

assistente alla regia Linda Riccardi
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20 – 22 OTTOBRE 2017

GIORGIO STREHLER E IO

Quarant’anni di Gian Carlo Dettori al Piccolo Teatro

di Claudio Beccari

con Gian Carlo Dettori

Io so e non so – spiega perché lo faccio il teatro ma so che devo farlo, che devo e voglio farlo facendo entrare nel teatro tutto me stesso, uomo politico e no, civile e no, ideologo, poeta, musicista, attore, pagliaccio, amante, critico, me insomma, con quello che sono e penso di essere e quello che penso e credo sia vita. Poco so, ma quel poco lo dico. Giorgio Strehler

E’ dedicata al maestro Giorgio Strehler a 20 anni dalla sua scomparsa la quindicesima stagione del Teatro della Cooperativa. Dopo la festa di inaugurazione, ormai appuntamento cult della stagione teatrale milanese, si comincia il 3 ottobre (in replica fino al 5 ottobre) con un lavoro scritto, diretto e interpretato da Stefano de Luca dal titolo MAESTRO! memorie di un guitto.

Un testo, molto intimista e personale, in cui il regista Stefano de Luca, mettendosi a nudo dal punto di vista artistico rievoca il suo percorso verso le tavole del palcoscenico. Ed è proprio il sottotitolo dello spettacolo “memorie di un guitto” a ribadire orgogliosamente l’appartenenza a un mondo di artisti che scelgono i voli pindarici del teatro e della poesia. Si tratta di un omaggio, un dichiarato atto d’amore verso i suoi maestri, quelle personalità, fuori e soprattutto dentro al teatro, che lo hanno spronato, scelto, guidato, a volte anche criticato duramente per portarlo a essere l’uomo di teatro che è oggi. Ed è anche una trasmissione di saperi sulla necessità della relazione umana, sull’insegnamento come arte nobilissima e fondamentale. L’attore, autore e regista, con toni confidenziali e slanci immaginifici diverte e commuove, attraverso aneddoti personali e soprattutto attraverso un personale ritratto del suo più grande maestro, quel Giorgio Strehler che ha segnato il teatro italiano del dopoguerra. Non un deus ex machina, nume tutelare solenne e distante, ma un uomo di straordinarie virtù e manifesti difetti. Il grande regista che sapeva comunicare con un solo sguardo, il mago delle luci, il conoscitore di anime e severo esaminatore diventava anche l’uomo dai toni bruschi, dai giudizi taglienti, l’uomo inafferrabile da conquistare con fatica. Proprio questo lo rende “Maestro” con la emme maiuscola e de Luca lo dimostra con ogni evidenza.

Spiega il regista: Da anni ormai sento la necessità − l’urgenza quasi − di raccontare, soprattutto alle giovani generazioni, qualche frammento dell’esperienza vissuta nell’arco di dieci anni accanto a Strehler. E poiché, come scrive Louis Jouvet, “il teatro esiste soltanto nell’atto del teatro”, ho deciso di dare forma teatrale a questi ricordi e a queste riflessioni e di presentarle al pubblico in forma di monologo.

Si continua dal 20 al 22 ottobre con GIORGIO STREHLER E IO, Quarant’anni di Gian Carlo Dettori al Piccolo Teatro di Claudio Beccari con Gian Carlo Dettori che per quarant’anni ha lavorato con Giorgio Strehler al Piccolo Teatro, prendendo parte a spettacoli che hanno segnato la cultura italiana del ’900.

Oggi, a vent’anni dalla scomparsa del grande regista, Gian Carlo ne ripercorre il cammino, testimoniando le tappe di un percorso strettamente intrecciato con la storia del nostro Paese:

− l’opera di rinnovamento del teatro che si rese necessaria nel dopoguerra, con la scelta di autori e testi completamente nuovi e con il radicale cambiamento richiesto agli attori, convinti a fatica a imparare la parte a memoria, rinunciando al suggeritore;

−l’idea fondante del Piccolo Teatro, concepito non come luogo di svago, ma come punto di incontro di un’intera comunità, luogo di riflessione e di discussione e, di conseguenza, la convinzione che il teatrante avesse una responsabilità “sociale” nei confronti dell’opinione pubblica; − le amarezze degli ultimi anni, quando Strehler fu tra i primi a intuire che la cultura italiana avrebbe attraversato un periodo molto difficile.

Il punto di vista, ovviamente, è quello del palcoscenico: dall’Arlecchino all’Opera da tre soldi, dalla Grande Magia al Campiello, Gian Carlo ci conduce a scoprire i segreti del metodo di lavoro di Strehler che, contrariamente a quanto si può pensare, non si basava sull’imposizione di schemi preconcetti, ma puntava a stimolare la sensibilità dell’attore, liberandone la creatività.

Grazie al rapporto di amicizia nato nel corso degli anni, Dettori ci può parlare di Strehler anche su un piano più personale, con divertenti episodi che ne illustrano la debordante, contraddittoria personalità. Sempre con quella cifra di intelligente ironia che contraddistingue lo stile di Gian Carlo Dettori.
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Teatro della Cooperativa
SPETTACOLI: feriali ore 20.45 – domenica ore 16 –

PREZZI: intero 18 euro – ridotti 15/9 euro
www.teatrodellacooperativa.it - Via Hermada 8, Milano – tel. 02.6420761

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