MORTE DI DANTON - di Georg Büchner

11:30

26 aprile – 7 maggio 2017 | TEATRO POLITEAMA | NAPOLI

9 – 14 maggio 2017 | TEATRO DELLA PERGOLA | FIRENZE

16 – 28 maggio 2017 | TEATRO ARGENTINA | ROMA


MORTE DI DANTON 

di Georg Büchner
traduzione Anita Raja

regia e scene Mario Martone

con (in ordine alfabetico) Giuseppe Battiston, Fausto Cabra, Giovanni Calcagno, Michelangelo Dalisi, Roberto De Francesco, Francesco Di Leva, Pietro Faiella, Gianluigi Fogacci, Iaia Forte, Paolo Graziosi, Ernesto Mahieux, Paolo Mazzarelli, Lino Musella, Totò Onnis, Carmine Paternoster, Irene Petris, Paolo Pierobon, Mario Pirrello, Maria Roveran, Luciana Zazzera, Roberto Zibetti
e con Matteo Baiardi, Vittorio Camarota, Christian Di Filippo, Claudia Gambino, Giusy Emanuela Iannone, Camilla Nigro, Gloria Restuccia, Marcello Spinetta

costumi Ursula Patzak
luci Pasquale Mari
suono Hubert Westkemper

registi collaboratori Alfonso Santagata e Paola Rota
scenografo collaboratore Gianni Murru

si ringrazia per la collaborazione Bruno De Franceschi
TEATRO STABILE DI TORINO - TEATRO NAZIONALE


MORTE DI DANTON ha ottenuto i seguenti PREMI


_PREMIO UBU 2016

a Paolo Pierobon come migliore attore


_PREMIO LE MASCHERE DEL TEATRO ITALIANO 2016

a Paolo Pierobon come migliore attore protagonista

a Ursula Patzak per i migliori costumi

a Pasquale Mari per le migliori luci.


Lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale al Teatro Carignano di Torino il
9 febbraio 2016.

Ventinove attori in scena, tra i quali Giuseppe Battiston (nel ruolo di Danton), Paolo Pierobon (nel ruolo di Robespierre), Iaia Forte, Paolo Graziosi; la nuova e bella traduzione di Anita Raja (in occasione del debutto il testo è stato pubblicato da Einaudi nella sua Collezione di Teatro); l'accoglienza calda e partecipe del pubblico unita all'apprezzamento della critica: torna in tournée nel 2017 a Napoli, Firenze e Roma, il pluripremiato spettacolo MORTE DI DANTON di Georg Büchner, con la regia di Mario Martone, uno dei principali eventi teatrali del 2016.

Nei soli ventiquattro anni in cui si consuma la sua appassionata e tormentata esistenza, Georg Büchner ci ha lasciato alcuni tra i testi più significativi del teatro moderno, come Woyzeck e Leonce e Lena. Scritto in sole cinque settimane tra il gennaio ed il febbraio del 1835 dal ventunenne scrittore e anatomista, in fuga dalle autorità dell’Assia dove era stato coinvolto in una rivolta, Morte di Danton (Dantons Tod) descrive l’atmosfera degli ultimi giorni del Terrore, la caduta di Georges Jacques Danton nel 1794 e l’antagonismo che lo contrappone a Maximilien Robespierre. Il testo si concentra proprio sulla contrapposizione tra i due protagonisti della Rivoluzione francese, compagni prima e avversari in seguito, entrambi destinati alla ghigliottina a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro. Danton non crede alla necessità del Terrore e difende una visione del mondo liberale e tollerante, anche se consapevole dei limiti dell’azione rivoluzionaria; Robespierre, invece, incarna la linea giacobina, stoica, intransigente e furiosa. La fatica di Danton, che si contrappone con lucida razionalità al fanatismo del suo rivale, altro non è che la sfiducia nella possibilità di trasformare il mondo, una visione che tuttavia non incrina la volontà di lotta e la coscienza di trovarsi dalla parte giusta della storia. Capace di esercitare ancora oggi una potente attrazione, Büchner nutre Morte di Danton di temi tutti rilevanti per il nostro tempo: la natura della rivoluzione, il rapporto tra uomini e donne, l’amicizia, la classe, il determinismo, il materialismo, il ruolo del teatro stesso.







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